Il messaggio di Maria alla mistica Angela Volpini per il desiderio creativo della speranza nel terzo millennio

Speranza. Una parola non del tutto compresa e che può suscitare reazioni contrastanti allacciate ad un vacuo senso di attesa improduttiva oppure alle “muffe” di una religiosità poco interiorizzata che scivola via sui propri formulari e “benedizioni” di superficie. Quanto, invece, la parola “speranza” sia impregnata di fiducia e slancio costruttivo ce lo fa intendere il messaggio della mistica e scrittrice Angela Volpini, intervenuta ai microfoni di digitradio.it, che ha spiegato che la vita dell’uomo sulla Terra è un campo di possibilità aperte e che la direzione verso l’incremento del bene oppure l’annichilimento del male è una nostra scelta. “Nella scelta è insito il nostro valore- ha chiarito- e ciò che è più importante è dare la qualità che vogliamo a questa vita: o la ricerca dell’amore divino che è gioia, benessere ad ogni livello, fisico, spirituale, intellettuale, universale, comunione perché ogni essere umano è una risorsa preziosa per tutti, oppure l’inseguimento del potere, l’ansia di possesso e accumulo di beni materiali. Quest’ultima è una tentazione perché l’uomo non capisce ancora che il suo valore non dipende dalle cose che ha ma è nella vita in sé ed è immergendosi nella gioia di esserci, aprendosi a questa sensibilità che si può abbracciare non solo Dio, si può abbracciare il mondo”.

La visione mistica
L’esperienza di Angela Volpini è singolare e prodigiosa. Sulle montagne dell’Appennino lombardo nell’Oltrepò Pavese, in un luogo di confine che guarda al Piemonte e alla Liguria da sempre crocevia dei pellegrinaggi verso Roma, nella località denominata Il Bocco a Casanova di Staffora, nel 1947 Angela a soli 7 anni ebbe la prima apparizione di Maria che disse di essere la Madre di Gesù. Le visioni estatiche che determinarono ben presto l’interesse dei Cinegiornali dell’Istituto Luce, i titoli sui quotidiani che si riferivano alla “Bernardette italiana” e l’organizzazione di pellegrinaggi in bus da ogni parte d’Italia e del mondo, durarono per nove anni. Angela partecipò poi ai lavori del Concilio Vaticano II nel 1962, fu invitata dall’Academie Francaise a tenere delle conferenze e conobbe intellettuali, per fare un solo nome, come Jean Paul Sartre.
“Nei miei settanta anni di attività pubblica – ha aggiunto Angela Volpini – ho sempre affermato che la Madonna è apparsa per indicare la via della felicità sulla Terra, cioè essere se stessi e scegliere di amare. Lei rappresenta la nuova umanità realizzata, è dotata della struttura mentale in grado di capire che l’essere umano può crescere nella capacità di amare. Il nostro, invece, è un lavoro da portare a compimento. Maria incarna il desiderio creativo dell’amore divino che è generativo e trasformativo, ma ciascuna persona è portatrice al fondo di sé del medesimo desiderio creativo anche se non lo sa riconoscere, si sente fragile ed impotente, demanda ad autorità esterne, che siano i potenti della Terra o Dio stesso, la soluzione dei problemi. Dio ci aiuta sempre ma solo dopo che abbiamo fissato la nostra scelta. Prima non può farlo perché prima c’è già stato dato il dono della vita, di tutte le risorse e possibilità per tracciare il cammino”.

“Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni”
È una delle citazioni più celebri della letteratura mondiale e d’altra parte la parola “desiderare” significa “far scendere dagli astri”. Potremo, però, uncinare il nostro sogno soltanto guardando in noi stessi, esplorando e mettendo in campo facoltà e talenti che ci appartengono e formano il senso del nostro esistere. La bambina che si innamorò di Maria nelle sue estasi mistiche è la donna che ha continuato ad agire secondo la sua esigenza interiore di portare al mondo una testimonianza importante. Così è nata la Fondazione Nova Cana, centro culturale che mette al centro il valore della persona, organizza attività, corsi e seminari per il risveglio di un nuovo umanesimo fondato sul dialogo, sull’ascolto, sul confronto e la proposta delle idee, sull’etica della cooperazione e dell’armonia e non della competizione. Il significato etimologico delle parole può rappresentare verso gli obiettivi di “rinascita dall’alto” una guida utile e anche il termine “pace”, dal verbo latino “paciscor”, significa “fare un patto”. La pace, purtroppo oggi tanto minacciata, quindi, è un accordo, ma si può tendere verso passi ulteriori, verso una pace che sia una condizione interiore, una qualità dello spirito che ci abita stabilmente senza incrinature o crolli. “Dobbiamo mutare la concezione che abbiamo di noi stessi- conclude Angela Volpini – non come creature artefici o vittime del male ma come esseri che vogliono cercare il bene facendo appello alla ricchezza della nostra umanità e rimanendo aperti al futuro. Nonostante i tempi difficili e pericolosi che stiamo attraversando con il rischio di una guerra planetaria, sul fronte opposto matura la coscienza e cresce il bisogno di esplicitare l’opera del bene sul piano individuale e collettivo. Non dobbiamo pensare che la nostra umanità sia finita, anzi forse deve ancora cominciare”.
La speranza, pertanto, decolla con noi.
Daniela Muraca Editaggio audiopodcast Car.San.
