L'Opera salesiana di Castel De' Britti (Bologna) e i suoi progetti
Giovedì 18 giugno alle ore 19,00, presso l’Opera salesiana di Castel de’ Britti, nel Comune di San Lazzaro di Savena (Bologna) si è svolta la festa di fine anno, alla presenza, fra gli altri, delle assessore di San Lazzaro Lucia Chiodini e Marina Malpensa.

Per l’Opera salesiana – che vide i natali nel 1910 a seguito di disposizione testamentaria della N. D. Teresa Spada, che lasciò in donazione ai Salesiani la sua villa padronale di Castel de’ Britti con annessi i terreni circostanti, da utilizzare come casa di vacanza per gli alunni orfani del Collegio di Bologna – è stata un’occasione molteplice, oltre a quella di far conoscere i manufatti realizzati dai ragazzi del corso di Operatore del Legno.
La premiazione degli alunni più meritevoli
Anzitutto quella di premiare con una borsa di studio – per mano del Direttore di CNOS-FAP Salesiani Don Bosco Emilia-Romagna, Carlo Caleffi e della direttrice della filiale di San Lazzaro della BCC Felsinea, istituto di credito che ha finanziato la borsa di studio stessa – gli alunni più virtuosi, non soltanto a livello di profitto; ma anche, e soprattutto, in termini di serietà e di impegno, anche verso il prossimo.
Le storie che sono state raccontate hanno lasciato il segno.

Tre di queste ci hanno maggiormente colpito: quella dei gemelli Radi e Amir, arrivati in Italia dall’Egitto attraverso quelli che vengono definiti “viaggi della speranza”: speranza di cambiare vita, imparare un mestiere, costruirsi un lavoro e una famiglia. La loro è una storia a lieto fine: dopo aver conseguito la qualifica di Operatore del Legno e di Operatore Termoidraulico, oggi lavorano rispettivamente nel proprio settore professionale e si destreggiano bene con la lingua italiana.
La seconda è la storia di Camara, arrivato da poco in Italia e distintosi per i suoi svariati talenti e per la sua grande disponibilità: non a caso, la sera della festa ha lavorato instancabilmente come cameriere volontario.
Infine Matteo, che ha appena concluso la seconda classe di Operatore del Legno: ogni mattina dell’anno scolastico appena concluso è arrivato all’istituto salesiano quaranta minuti prima dell’inizio delle lezioni, per aiutare Don Antonio Gandossini nei lavoretti in cortile, soprattutto nella preparazione della legna per la caldaia ibrida.
Del resto, Don Antonio riveste un ruolo essenziale nella casa salesiana: si occupa dei lavori in cortile, della manutenzione del verde, si rende utile per ogni piccola emergenza all’interno dell’opera. Quando arrivano nuovi ospiti presso il centro di accoglienza è spesso un riferimento che aiuta con la sua vicinanza ma anche con l’esempio che offre nel rispetto delle regole comunitarie.
La mission del CNOS-FAP Salesiani Don Bosco Emilia-Romagna
Il Centro Cnos-Fap di Castel De’ Britti viene scelto dagli allievi che preferiscono percorsi di tipo manuale e pratico. Due sono le qualifiche che si possono conseguire al termine dei due anni: Operatore del Legno e Operatore Termoidraulico.
Accanto all’edificio che ospita il centro di formazione, vi è anche un centro di accoglienza per migranti che giungono nel nostro Paese per lavorare, nella speranza di poter vivere degnamente la loro esistenza.
Il progetto Verso Casa
La serata è quindi stata la giusta occasione per far conoscere il progetto salesiano Verso Casa, promosso dall’Opera salesiana di Castel de’ Britti e finanziato, tra gli altri, da Caritas e Diocesi di Bologna.
Il progetto è rivolto a studenti maggiorenni stranieri ex MSNA (Minori Stranieri Non Accompagnati) che, lasciata la loro terra da giovanissimi e giunti in Italia, hanno appreso la nostra lingua, svolto un percorso di formazione professionale e si stanno affacciando al mondo del lavoro; con l’enorme incognita di trovare una casa in cui vivere al termine del periodo di accoglienza presso le comunità.
Per loro, una stanza libera messa a disposizione da chi aderirà al progetto può così diventare una risorsa immensa.
Le famiglie ospitanti potranno contare sui Salesiani, che accompagneranno i giovani in questo percorso, facendosi garanti del progetto e costruendo una rete di sostegno intorno a loro, fino a renderli completamente autonomi.
Piatti da tutto il mondo per una cena inclusiva, in stile salesiano

Nell’occasione, il Vice presidente Cnos-Fap, Don Ettore Guerra, ha salutato i presenti. Il Direttore Carlo Caleffi gli ha consegnato una copia del murales riportato in copertina, raffigurante un giovane straniero con il mappamondo sotto il braccio, che si affaccia alla finestrella di via Piella, in centro a Bologna (oltre a quello dipinto sul muro dell’Opera salesiana a Castel De’ Britti, ve ne sono altri due esemplari in città).
Accompagnati dalle note di un omaggio musicale, i partecipanti hanno potuto assaggiare i piatti tipici dei luoghi da cui gli ospiti provengono: kebab (piatto mediorientale a base di carne arrostita allo spiedo e speziata); falafel (polpette mediorientali a base di legumi speziati); riso alla peruviana; cous cous tunisino. Alcuni ex allievi hanno portato anche un piatto afghano e delle fantastiche Samosa indiane (triangoli di pasta fritta, croccanti all’esterno e ripieni di un composto morbido e speziato).
Gli ospiti della struttura – che hanno cucinato e servito queste loro prelibatezze – non hanno però fatto mancare ai partecipanti la tradizionale pizza, cotta al forno a legna.
Per la cena etnica è stata richiesta un’offerta libera, grazie alla quale vengono coperte alcune spese per la realizzazione della serata. I progetti dell’Opera salesiana sono sostenuti da alcuni soggetti finanziatori tra i quali spiccano la Regione Emilia-Romagna, la Fondazione del Monte e il progetto SAI. Oltre ai corsi scolastici, i Salesiani organizzano azioni educative e laboratori rivolti a studenti a rischio di dispersione scolastica, talvolta a rischio anche di ritiro sociale, le cui conseguenze possono essere davvero gravissime.
Sempre grazie al finanziamento privato sono stati infine attivati uno sportello psicologico, fondamentale per gli studenti, e alcune attività di accompagnamento per i genitori degli alunni, ma anche per gli insegnanti stessi del Centro di Formazione Professionale.
