A BIG BOLD BEAUTIFUL JOURNEY al cinema

David e Sarah vivono nella stessa città, sono invitati allo stesso matrimonio, e prendono un’auto dallo stesso – bizzarro – servizio a noleggio. Senza scendere troppo nei particolari, sappiate che le auto sono equipaggiate con uno strano GPS dall’aspetto retrofuturistico, la cui voce si rivolge a loro in modo stranamente familiare. David e Sarah si conoscono al matrimonio: sono entrambi single, chiaramente attratti l’uno dall’altra, ma qualcosa rema contro; l’idillio non scatta. Il giorno dopo ripartono sulle rispettive auto, salvo poi ritrovarsi in una tavola calda. Galeotto fu il GPS: sono state infatti le sue indicazioni a farli rincontrare. Poiché la macchina di Sarah non funziona, i due proseguono il viaggio insieme, e il GPS li guida verso una serie di porte che sorgono in mezzo al nulla. Attraversandole, David e Sarah hanno l’opportunità di rivivere i momenti cruciali delle loro vite, capendo qualcosa di nuovo su loro stessi. E conoscendosi meglio lungo il cammino. Cosa succederebbe se si potesse aprire una porta e attraversarla per rivivere un momento importante del proprio passato? Accade proprio questo in A Big Bold Beautiful Journey – Un viaggio straordinario dal 2 ottobre al cinema con due star come Colin Farrell e Margot Robbie. Dietro alla macchina da presa c’è Kogonda, regista della Corea del Sud che porta uno stile molto differente da quello a cui noi occidentali siamo abituati. Usa una mano delicata ma decisa. Ogni inquadratura è pensata per valorizzare le emozioni dei personaggi e immergere lo spettatore in un mondo sospeso tra realtà e fantasia. La sceneggiatura bilancia perfettamente dialoghi brillanti e momenti di silenzio significativi, permettendo agli attori di brillare e di trasmettere anche le sfumature più sottili dei loro personaggi. Si tratta di un un film che fa divertire, emozionare, ma soprattutto riflettere.A BIG BOLD BEAUTIFUL JOURNEY al cinema.
La narrazione mette in evidenza come molto spesso blocchiamo il nostro presente e il nostro futuro a causa di situazioni vissute nel passato. Lasciamo che ciò che siamo stati definisca ciò che siamo oggi, oppure ci precludiamo nuove esperienze per paura che vadano male, che ci feriscano o che ci trasformino in qualcuno che non riconosciamo.

