80.000 persone a Palermo al “Jovanotti Summer Party” 2026, laboratorio di futuro!
Ancora risuona viva e vivace nella memoria l’emozione del “Jovanotti Summer Party”, laboratorio itinerante e abbraccio di arte, musica e poesia di Lorenzo e dei suoi compagni di viaggio a Palermo e alla Sicilia, con almeno 80.000 persone che hanno riempito il 29 agosto e il 30 agosto l’area dell’ Ippodromo di Palermo destinata al mega concerto svoltosi dalle ore 16:30 fino a mezzanotte. Otto ore in cui il caldo afoso e il vento del Sahara, che ha soffiato sulla città “con quella luce d’oro”, così definita dal cantante toscano, non hanno scoraggiato le decine di migliaia di fan accorse da tutta la Sicilia e non solo. Con Lorenzo sul palco artisti del calibro internazionale come Jimmy Sax, ospiti a sorpresa come Mario Venuti con la sua “Fortuna” e la “Cantantessa” Carmen Consoli, e artisti straordinari più di nicchia e impegnati come Lello Analfino e i Tarantolati di Tricarico, i talenti di Albert Martinozzo, Ana Carla Maza, Venerus, Sissi, Santamarea, Fresco e Ali Selecta, Sam Galbi ed Eva Bloo.

Un popolo trasversale, quello di Lorenzo: come Marta, 62 anni, con i suoi cinque nipoti, studenti universitari, che ballano insieme a lei “Sono un ragazzo fortunato perchè mi han regalato un sogno”. O Giulia e Federica, 15 anni, compagne di studio al Liceo Classico, che, accompagnate dalle mamme con le loro amiche, sorridono alla loro insegnante che non pensavano di incontrare facendo la fila ai varchi di accesso all’area di un concerto pop, per salutare l’estate ormai trascorsa e il nuovo anno scolastico incipiente, cantando: “Voglio prendere il sole/ È il programma del prossimo trimestre”. E, “mentre il mondo va”, una coppia di giovani si stringe sulle note di “Un mondo a parte”, sfidando il malocchio degli invidiosi! Intanto Cinzia, giunta da Messina, non può non chiamare la mamma sulle note di “Ciao mamma, guarda come mi diverto!”, mentre Enzo, insegnante ed educatore, ricorda come siano passati già venti anni da quella riflessione dal sapore “cristologico” sul valore della fiducia e sulla ricerca di senso che aveva approfondito coi suoi giovani allievi, ispirandosi a “Mi fido di te, cosa sei disposto a perdere?”. Manfredi e Costanza, gemelli di 11 anni appena compiuti, cantano strimpellando sulle note della chitarra appena ricevuta come regalo di compleanno “Lo spettacolo più grande del Big Bang siamo noi, io e te”: hanno imparato ad ascoltarla su Spotify da mamma Grazia Maria, con un passato di giornalista radiofonica, che ricorda tutte le volte che negli anni ’90 aveva annunciato in radio “Bella!” avendo ricevuto decine di richieste di dediche in diretta telefonica dagli ascoltatori. Insomma, “boomer”, “generazione zeta”e ‘millennials”, uniti dai ricordi delle colonne sonore che scandiscono tappe della vita, si sono ritrovati con naturalezza insieme a ballare sul sound dal respiro sempre più mediterraneo e multietnico di un artista inossidabile!
A tal proposito, come segno di continuità passato-presente, significativo è stato sul palco l’abbraccio artistico recato da Lorenzo alla tradizione dei pupi siciliani con il maestro Giacomo Cuticchio, erede della sua famiglia, e il dialogo con Astolfo, il cavaliere che nell’opera dell’ “Orlando Furioso” di Ludovico Ariosto recupera il senno di Orlando perduto sulla luna, una esperienza che si ripete nella vita di ogni essere umano. Un omaggio alla vocazione multiculturale e mediterranea del nostro paese, di cui la Sicilia è microcosmo nel macrocosmo.

Una vocazione mediterranea dove il mare è in lingua latina “pontus”, “pons” – ponte tra i popoli, e realizza la pacifica convivenza tra le diversità: Palermo è stata raggiunta da Lorenzo in bicicletta, come il tour vuole, lungo il percorso della SS. Messina – Palermo, con brevi soste commentate sui suoi social ufficiali, da Capo d’Orlando, il cui mare ha ispirato a Gino Paoli la composizione di “Sapore di mare”, passando accanto all’ area industriale di Termini Imerese che ospitava l’ ex stabilimento FIAT, ormai dismesso, dove Jovanotti lancia l’idea di realizzare una nuova area concerti. E, ancora, Bagheria, set cinematografico di tanti capolavori, e, alle porte di Palermo, il porticciolo di Sant’Erasmo, e la volata lungo il Foro Italico e la Marina, sullo sfondo del murales in cui i volti sorridenti dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, ispirati alla famosa foto scattata da Tony Gentile il 27 marzo 1992, che li ha immortalati in un momento di intesa, ammiccano anche oggi a una Palermo gioiosa e laboratorio di costruzione del domani all’insegna della dignità e dell’onestà. Commovente, d’altronde, durante il concerto, il richiamo al 1992 come anno di svolta per l’allora dj Jovanotti, con la presa di coscienza di un dovere sociale incisivo anche nel fare musica.
Musica come laboratorio di futuro, quella di Lorenzo, le cui note risuonano nell’aria come un risveglio e una buona promessa per una città che cerca ancora il suo riscatto e anela a risorgere negli stessi giorni in cui è stata scossa dal dolore della morte di Salvatore Giglia, il giovane di 26 anni rimasto vittima dei roghi dolosi nel tentativo di spegnere le fiamme dell’incendio che ha devastato la sua villetta e il terreno, frutto del suo lavoro, a Ciminna. A lui, che ha saputo vivere coltivando un valore profondo, dedichiamo le parole di Jovanotti tratte da “Fango”, affinché il suo ricordo sia di perenne ispirazione:
“Ma l’unico pericolo che sento veramente E’ quello di non riuscire più a sentire niente Il profumo dei fiori l’odore della città Il suono dei motorini il sapore della pizza Le lacrime di una mamma le idee di uno studente gli incroci possibili in una piazza E stare con le antenne alzate verso il cielo Io lo so che non sono solo Io lo so che non sono solo Anche quando sono solo”.
