Napoli sotterranea si fa tela: l'effimero di 'Fine Dust on the Invisible Man' dialoga con le vestigia dell'Acquedotto del Serino
Di Mario Conforto
Nel cuore pulsante e ipogeo del capoluogo partenopeo, i maestosi ruderi di un’infrastruttura di epoca romana divengono, a partire dal prossimo 18 settembre e sino al 18 ottobre del 2026, il palcoscenico per un’indagine visiva sui confini della materia. Il giovane talento napoletano Simone Grimaldi, formatosi negli ambienti meneghini, inaugurerà infatti la sua personale intitolata ‘Fine Dust on the Invisible Man’ presso gli spazi storici dell’Acquedotto Augusteo del Serino, con lo scopo di scardinare le certezze sensoriali del pubblico indagando il complesso rapporto tra ciò che appare e ciò che si cela nell’ombra.

Classe 2004 ed ex allievo di grafica presso la Nuova Accademia di Belle Arti, l’autore propone una disamina del reale sospesa tra dimensione tattile e astrazione metafisica. L’installazione concepita per la rassegna si compone di elementi essenziali, ma sapientemente calibrati: una vasca colma d’acqua, un diffusore acustico e una sorgente luminosa. Attraverso la mutua interazione di tali componenti, i fasci di luce generano riverberi sulla superficie del fluido, i quali vengono catturati e trasmutati in visioni tangibili. Il progetto espositivo mira a palesare un fenomeno intrinsecamente effimero, muovendosi all’interno di una «zona di passaggio» concettuale nella quale la traccia e la particella invitano l’osservatore a riconsiderare i limiti dell’umana comprensione visiva.
L’architettura ospitante non funge da inerte quinta scenica, bensì assume il ruolo di elemento vitale ed echeggiante. Il sito archeologico in questione, rinvenuto nell’area Vergini-Sanità, rappresenta una delle opere idrauliche e ingegneristiche più imponenti del mondo classico, originariamente estesa per ben cento chilometri allo scopo di approvvigionare l’intero bacino campano. A partire dall’anno 2014, l’esplorazione e la valorizzazione di questo tesoro ipogeo sono gestite da VerginiSanità APS, sodalizio che cura l’attuale iniziativa forte del patrocinio municipale.

In questo dedalo sotterraneo, il trascorrere dei secoli si manifesta palesemente sulle incrostazioni murarie, instaurando un serrato e affascinante dialogo tra le memorie ataviche della Neapolis greco-romana e le espressioni odierne. Il vernissage prenderà avvio venerdì, in un arco temporale serale compreso tra le diciotto e le ventuno. Successivamente, i visitatori potranno varcare le soglie di via Arena della Sanità numero cinque esclusivamente nei fine settimana, fruendo di turni di visita scaglionati con cadenza semioraria, a partire dalle dieci e trenta sino all’una post meridiem. Le adesioni e le richieste di delucidazioni logistiche risultano coordinate mediante i recapiti telefonici dell’ente promotore (3281297472, 3356688875) e la rispettiva casella di corrispondenza elettronica.
