Il galoppo del cuore: Karol conquista Roma e il Premio Senofonte. La targa del Premio Senofonte
Ci sono istanti in cui il tempo sembra sospendersi, in cui il brusio di una sala gremita si dissolve in un silenzio carico di attesa. È in uno di questi momenti che Karol ha visto il suo sogno prendere forma, durante la prestigiosa cerimonia del Premio Senofonte, tenutasi nella capitale. Alla proclamazione del suo nome, l’emozione ha preso il sopravvento: un attimo di immobilità, quasi a trattenere quell’istante, prima di salire sul palco e stringere un riconoscimento che racconta sacrificio, passione e libertà. Non si tratta di un successo isolato. Già nel 2025, la giovane artista di S. Stefano di Camastra si era distinta ottenendo il premio “Giovani e Sociale”, conquistando pubblico e giuria con un progetto capace di coniugare arte e impegno civile. Il trionfo di quest’anno rappresenta dunque una conferma: “La favola di Karol sognando dalla finestra l’arte equestre” non è solo una performance, ma un vero e proprio fenomeno culturale.

“Questo premio è per chi sogna dalla finestra – ha dichiarato Karol visibilmente commossa – è dei miei cavalli. Sono loro che ogni giorno mi insegnano che si può cadere, ma poi si respira, si rimette il piede nella staffa e si riparte”.
Il cuore del progetto risiede in una visione innovativa dell’arte equestre. Lontano dai modelli tradizionali fondati sul controllo dell’animale, il lavoro di Karol pone al centro l’ascolto e la relazione. Il cavallo non è strumento, ma partner: una presenza viva con cui costruire un dialogo profondo, capace di trasformare l’esperienza artistica in un percorso di cura e crescita. La giuria del Premio Senofonte ha voluto premiare proprio questo: il coraggio di rialzarsi e di trasformare la fragilità in forza espressiva. Se nella passata edizione era stato riconosciuto il valore sociale del progetto, quest’anno l’attenzione si è concentrata sulla sua dimensione simbolica e umana. Il passaggio dalla “finestra” all’“orizzonte” diventa così la chiave di lettura dell’opera di Karol: da uno spazio di osservazione e isolamento a uno di azione e possibilità. Un messaggio universale, che travalica i confini dell’arte equestre e si fa metafora di riscatto personale e collettivo. Roma ha applaudito non soltanto un’artista e un’atleta, ma un simbolo. Perché, come suggerisce la sua storia, ognuno guarda il mondo da una propria finestra. E in ognuno vive il desiderio di trasformare quello sguardo in un cammino verso nuovi orizzonti.
