A sei anni dall’ultimo grande evento, la musica dal vivo è pronta a tornare a infiammare la zona Dogana di Treviso. Nel 2019 il Core Festival, con nomi del calibro di Maneskin, Calcutta e Achille Lauro, aveva segnato l’ultima edizione di una rassegna musicale di grande richiamo, erede naturale dell’Home Festival, chiuso dopo il fallimentare tentativo di trasferimento al Parco San Giuliano di Mestre.
Poi era arrivato il 2020: la pandemia aveva trasformato viale della Serenissima in un punto tamponi, sostituendo i palchi con file di trevigiani in attesa di un test. Negli anni successivi, il silenzio aveva preso il posto della musica, interrotto solo pochi mesi fa dal concerto dei Pinguini Tattici Nucleari all’Ippodromo di Treviso, che con il loro “Hello World Tour” hanno richiamato 40mila spettatori.
Ora la svolta: nel 2026 la Dogana tornerà protagonista con un festival musicale lungo sette giorni, suddiviso in tre serate a fine aprile e quattro a inizio maggio, per un totale di quasi 300 artisti. Gli organizzatori, che avrebbero già siglato gli accordi, puntano a trasformare l’evento in una vera festa cittadina, con un luna park accanto all’area concerti e la partecipazione di decine di associazioni di volontariato.
L’affluenza stimata è imponente: 150mila spettatori. Il cartellone sarà variegato, spaziando dai generi più amati dai giovani — trap, dance e rap — fino a rock, indie e altre proposte pensate per un pubblico eterogeneo. Un’anteprima musicale che aprirà la stagione estiva trevigiana.
E l’estate 2026 promette ulteriori sorprese: l’Ippodromo potrebbe ospitare un nuovo grande concerto, seguendo l’onda del successo dei Pinguini, con nomi di punta della musica italiana come Cesare Cremonini ed Eros Ramazzotti in lizza.
