"Petricore" di Fabio Pisano si aggiudica il “Premio Nazionale Teatro Biondo per la nuova drammaturgia under 40”(II Edizione)
Il testo teatrale Petricore dell’autore napoletano Fabio Pisano vince la seconda edizione del “Premio Nazionale Teatro Biondo per la nuova drammaturgia under 40”.
Ad annunciarlo dal palcoscenico della GAM, in chiusura della stagione estiva del Teatro Biondo, è stato il presidente della giuria e direttore del Biondo Valerio Santoro, mentre il presidente Giovanni Puglisi ha consegnato all’autore la targa e la motivazione del premio. Come previsto dal regolamento, il Teatro Stabile di Palermo si impegna a mettere in scena il testo nel corso della prossima stagione.

La giuria, presieduta da Santoro e composta da Antonio Audino, Edoardo Erba, Roberto Giambrone, Andrea Porcheddu, Francesca Taormina, Roberta Torre, Simonetta Trovato e Guido Valdini, aveva selezionato cinque testi tra i tanti giunti da tutta Italia, oltre a Petricore di Pisano, I figli dell’alba di Domenico Ciaramitaro, Ignis di Luca D’Arrigo, Mal di schiena di Chiara Terigi, Tecnica di concimazione umana di Samuele Finocchiaro.
Alcuni brani tratti dai testi sono stati letti in pubblico le scorse settimane dagli allievi e dalle allieve della “Scuola di recitazione e professioni della scena” del Teatro Biondo coordinati da Rosario Palazzolo.
In Petricore, Pisano descrive una situazione quotidiana apparentemente insignificante, che lentamente scivola in una dimensione surreale ma verosimile: un estraneo bussa alla porta di casa di una coppia chiedendo con gentilezza un po’ di zucchero. I due lo accontentano ma il tizio rilancia con altre piccole richieste fino a quando, in un crescendo da teatro dell’assurdo, prende possesso delle stesse esistenze della coppia. In controluce si legge un’inquietante metafora dei nostri giorni.
«La Giuria – si legge nella motivazione – assegna il premio a Petricore di Fabio Pisano per la qualità della scrittura e per la capacità di costruire, attraverso una progressione drammaturgica rigorosa e di forte impatto evocativo, una riflessione sulle dinamiche dell’espropriazione, della perdita e dell’identità. Con un dispositivo scenico essenziale e una struttura costruita per progressive sottrazioni, il testo sviluppa una tensione costante che trasforma l’ordinario in perturbante. L’azione procede con precisione e misura, lasciando emergere, attraverso il non detto e la forza dell’allegoria, una dimensione universale che travalica ogni riferimento geografico e storico interrogando il nostro presente. Pisano dimostra una piena consapevolezza del linguaggio teatrale, affidando agli spazi, ai silenzi e alla progressiva ridefinizione delle relazioni tra i personaggi una drammaturgia capace di coniugare densità poetica e tensione civile.
Per la solidità dell’impianto compositivo, la maturità espressiva e la capacità di affrontare temi contemporanei con originalità e profondità, Petricore si aggiudica il “Premio Nazionale Teatro Biondo – 2026” e sarà pertanto allestito nella prossima stagione teatrale».

Nota biografica di Fabio Pisano
Fabio Pisano nasce a Napoli nel settembre del 1986. Dopo la laurea in scienze biotecnologiche, inizia un lungo percorso di studio sulla drammaturgia con affermati autori della scena internazionale, tra i quali Mark Ravenhill, Martin Crimp, Enzo Moscato, Laura Curino, Davide Carnevali, Renata Molinari. In seguito si avvicina alla regia grazie all’incontro con registi come Lluis Pasqual, Oskaras Korsunovas, Massimiliano Civica.
Suoi testi sono stati rappresentati in Italia e all’estero e hanno ricevuto numerosi premi e riconoscimenti, tra i quali il premio Hystrio (Hospes, –ĭtis), il Premio Salvatore Quasimodo (Eden), il Premio Fersen (Una storia di impossibilità); ha inoltre ricevuto due volte il Premio Nuove sensibilità 2.0 per i testi La macchia e Spezzata. Hospes, –ĭtis ha ottenuto anche il premio Italian & American Playwrights Project/3rd edition.
Pisano ha lavorato anche per il cinema: come soggettista e sceneggiatore per il corto Le (s)confessioni, che ha ricevuto diversi riconoscimenti nazionali e internazionali; come dialoghista e sceneggiatore per alcuni lungometraggi, tra i quali Ed è subito sera ed Effetti in-desiderati. Si è occupato della scrittura e della pre-produzione di un film documentario sul musicista Enzo Gragnaniello, il cui soggetto, scritto con Massimiliano Pacifico, ha vinto il bando per lo sviluppo della Regione Campania. Come soggettista e cosceneggiatore del lungometraggio Celeste, arriva in finale del Premio Solinas 2021.
Nel 2022 ha pubblicato la sua prima raccolta di testi dal titolo Prossimità, edita da Editoria & Spettacolo, e il corto teatrale Zitta nella raccolta promossa dal Piccolo Teatro di Milano dal titolo Abecedario per il mondo nuovo, edita da il Saggiatore. Nel 2022 ha ricevuto il Premio ANCT – Associazione Nazionale Critici di Teatro per la drammaturgia. Nel 2023 è stato tra i finalisti della 57^ edizione del Premio Riccione per il Teatro con il testo Il numero esatto, poi pubblicato da Bulzoni e insignito del Premio Ugo Betti 2024.
