Ettore Bassi è Giuda al Teatro Biondo di Palermo FOTO©Paola Panatta

Ettore Bassi, attore di lungo corso tra teatro, fiction e cinema, si cimenta in una nuova sfida in “Stand up for Giuda”, in scena dall’ 8 fino al 18 gennaio 2026 al Teatro Biondo Stabile di Palermo in Sala Strehler, già sold out al botteghino. Raccontandosi ai nostri microfoni, Ettore chiarisce come questa interpretazione dell’apostolo “traditore”, che offre come un attore la sua versione dei fatti, si basa fondamentalmente, oltre che sulla narrazione dei Vangeli, anche sull’apocrifo Vangelo di Giuda, e offre una chiave di lettura inedita che rappresenta un monito per la nostra epoca di pregiudizi.
L’apostolo, infatti, mostra come la Storia lo abbia inchiodato a una negatività dell’ agire che non gli è propria, rivelando piuttosto un’onesta’ spiazzante nelle sue intenzioni volte a rivelare la divinità del suo Maestro.
Scritto e diretto da Leonardo Petrillo, le scene dello spettacolo, prodotto dal Teatro Biondo in collaborazione con Saba produzione, sono di Gianluca Amodio, le musiche di Carlo Covelli e Carlo Zannetti.
“Nell’immaginario collettivo, l’apostolo Giuda Iscariota è il traditore per eccellenza. Studiandone la storia e cogliendone il profondo simbolismo, l’autore e regista Leonardo Petrillo ricostruisce i passaggi fondamentali della vita di Giuda, dall’incontro con Gesù, il “folle visionario” sul quale nutriva molti dubbi, fino al giorno in cui smise di ragionare e seguì l’istinto. La voce del cuore fu premiata quando Giuda si convinse che Gesù era davvero il figlio di Dio, e lo amò più di tutti gli altri apostoli, arrivando a tradirlo affinché potesse compiersi il disegno divino.
Ma quando Gesù si lascia crocifiggere, senza ricorrere ai poteri soprannaturali per salvarsi, perdendo l’occasione per dimostrare la sua natura divina, Giuda si suicida distrutto dal rimorso per aver sacrificato inutilmente l’amico. »
Questo gesto tragico, dunque, gli preclude la gioia di vederlo, dopo tre giorni, Risorto, e conferisce una impronta molto più incisiva alla lettura scontata sul personaggio.
Petrillo ci racconta, attraverso l’intensa interpretazione di Ettore Bassi, che si comporta come un attore in procinto di calcare la scena, un’inedita la versione dei fatti: Giuda è uomo che, sentendosi ingiustamente discriminato da secoli, si ribella alla coscienza collettiva che lo ha fatto diventare “il traditore”.
Una riflessione potente, dunque, che interroga ciascuno di noi, scaturisce da questo singolare “Giuda allo specchio”. Perché c’è sempre un momento nella vita in cui “tradire” si sperimenta come una dimensione profondamente incardinata e possibile nell’ esperienza umana, tra luci e ombre. Anzi, in una fase geopolitica in cui l’umanità pare avere smarrito le sue coordinate e ogni onestà intellettuale, nella spasmodica ricerca del Nemico fuori da noi, all’esterno, con la conseguente proliferazione di una disumanizzazione imperante, la figura di Giuda allo specchio appare profondamente provocatoria alla ricerca di una onestà intellettuale, oltre gli schemi, che brucia ogni contraddizione.
«Ma Giuda non ha perso la speranza – spiega Petrillo – è tornato a dirci che la sua condanna non è eterna; finirà quando, come ci ha insegnato Papa Francesco, di cui viene riportata una citazione nello spettacolo: “orgoglio, cupidigia e vanità, le radici del male, saranno estirpate e l’uomo non sarà più prigioniero del pregiudizio”».
La tournée teatrale continua per l’Italia e anche all’estero con tappa in Spagna a Barcellona, una occasione per Ettore Bassi per mostrare la sua abilità e versatilità con personaggi diversi, tra luci e ombre, a un pubblico inedito, ma non meno pronto ad apprezzare le sfide teatrali di spessore.
