Sarà il respiro universale del jazz, linguaggio senza confini e cifra di libertà, ad attraversare la città partenopea dal 28 al 30 aprile, quando il sipario del Teatro Politeama si alzerà su tre serate consecutive all’insegna della grande musica internazionale. Nel cuore della città, tra il mare e la collina di Pizzofalcone, prenderà forma la terza edizione della Giornata Internazionale del Jazz, promossa dal Comune di Napoli nell’ambito del progetto “Napoli Città della Musica”.
L’iniziativa, sostenuta dalla Città Metropolitana di Napoli e curata da Arealive, si inserisce nel solco tracciato dall’UNESCO che, su impulso del pianista Herbie Hancock, nel 2011 istituì una giornata globale dedicata a questo genere, riconosciuto come veicolo di pace, dialogo interculturale e innovazione sociale.
Ad aprire il programma, il 28 aprile, sarà il Eleonora Strino Quartet, formazione guidata da una delle musiciste italiane più apprezzate oltreconfine, capace di intrecciare eleganza melodica e architettura compositiva in una sintesi che racconta la maturità del jazz europeo contemporaneo.
Il giorno successivo, il 29 aprile, l’attenzione si sposterà su una figura cardine della storia musicale del Novecento: Miles Davis. A celebrarne il centenario sarà il sassofonista Bill Evans, già collaboratore del trombettista americano, che porterà sul palco il progetto ‘Miles Davis 100th Anniversary Tour’, affiancato da una superband di respiro internazionale. Un omaggio che si annuncia come rito sonoro e memoria viva, più che semplice tributo.
Gran finale il 30 aprile con Alfa Mist, tra le voci più originali della scena londinese, capace di fondere jazz, hip hop e suggestioni neoclassiche in una cifra stilistica riconoscibile e ipnotica. Il suo concerto promette di chiudere la rassegna con una tensione sperimentale che guarda al futuro senza dimenticare la tradizione.
Tutti gli appuntamenti saranno a ingresso gratuito fino a esaurimento dei posti disponibili, con apertura delle porte alle 20 e inizio delle esibizioni alle 21, a conferma della volontà di rendere la musica accessibile e condivisa.
«L’evento realizza con concretezza gli obiettivi di ‘Napoli Città della Musica’, consolidando il nostro ruolo di Music City internazionale», afferma Ferdinando Tozzi, delegato del sindaco per il comparto musicale e audiovisivo. «Puntiamo sull’internazionalizzazione e, al tempo stesso, sulla valorizzazione della scena locale, investendo sui talenti e creando sinergie durature».
Accanto al cartellone principale, la città si anima con una costellazione di iniziative autonome che amplificano l’esperienza sonora: tra queste, gli appuntamenti al Ristorante Monsù e il concerto dell’Emilia Zamuner Quintet al Teatro Diana, in un itinerario che attraversa generi, epoche e contaminazioni.
In questa tre giorni, Napoli non si limita a ospitare concerti: si propone come crocevia culturale, luogo in cui il jazz torna alla sua essenza più autentica, quella di musica capace di unire storie, identità e linguaggi. Perché, come ogni vera forma d’arte, il jazz non si ascolta soltanto: si vive.