Napoli si racconta in musica: al Trianon Viviani il viaggio di ‘RiSoNa’ tra memoria, cinema e tradizione
Di Mario Conforto
Un percorso attraverso le voci, i suoni e le identità che hanno attraversato oltre due secoli di storia musicale campana. È questo il filo conduttore di ‘RiSoNa. Tracce, voci e paesaggi della musica campana’, il ciclo di incontri ideato e curato da Pasquale Scialò che, dal 2 aprile al 18 giugno 2026, anima gli spazi del Teatro Trianon Viviani, trasformandoli in un luogo di confronto, approfondimento e divulgazione dedicato al patrimonio sonoro della regione.
L’iniziativa nasce per valorizzare la Stanza della Memoria, progetto promosso da Marisa Laurito e affidato alla cura scientifica dello stesso Scialò. Lo spazio permanente, allestito all’interno del teatro di piazza Calenda, raccoglie e rende fruibili materiali provenienti dal portale SoNa, archivio digitale inserito nell’Ecosistema Digitale per la Cultura della Regione Campania, dedicato alla conservazione e alla diffusione delle matrici sonore del territorio.
L’obiettivo della rassegna è quello di mettere in dialogo studiosi, artisti, ricercatori e cittadini attraverso incontri pubblici che esplorano il rapporto tra musica, memoria collettiva e trasformazioni sociali. Conversazioni, testimonianze, ascolti guidati, presentazioni editoriali e approfondimenti tematici compongono un calendario che attraversa generi, epoche e linguaggi differenti, offrendo una lettura articolata della cultura musicale campana.
Il programma si è aperto il 2 aprile con l’appuntamento dedicato al rapporto tra canzone e cinema. Protagonista il regista Giorgio Verdelli, autore di documentari e produzioni televisive dedicate ad alcuni dei maggiori interpreti della musica italiana. Nel confronto con Maurizio Gemma e Antonio Tricomi, moderato da Scialò, è stato affrontato il tema della rappresentazione cinematografica della musica, con particolare attenzione ai lavori realizzati su Pino Daniele, Paolo Conte, Ezio Bosso, Enzo Jannacci e Rino Gaetano.
Il 16 aprile la rassegna ha ospitato la presentazione del volume ‘James Senese. La leggenda di Miano’, pubblicato da Langella Edizioni e firmato da Peppe Lanzetta. Accanto all’autore sono intervenuti Lello Arena, Francesca Silvestre e Tony Panico. Al centro dell’incontro la vicenda umana e artistica di James Senese, figura tra le più rappresentative della scena musicale napoletana contemporanea, raccontata attraverso ricordi personali, testimonianze e immagini del fotografo Sergio Siano.
L’attenzione si è poi spostata sulla dimensione della vocalità con ‘Vox Partenopea. Timbri, stili e identità’, incontro affidato alla logopedista Marina Tripodi. Attraverso l’analisi delle interpretazioni di artisti appartenenti a generazioni diverse, da Enrico Caruso a Roberto Murolo, da Gilda Mignonette a Nino D’Angelo, il pubblico ha potuto osservare l’evoluzione della canzone napoletana e delle sue modalità espressive.
Tra gli appuntamenti più significativi anche quello del 7 maggio dedicato alla tradizione liutaria cittadina. Lo studioso Francesco Nocerino ha ricostruito il ruolo di Napoli come centro europeo di produzione di strumenti musicali, soffermandosi sull’attività di maestri come Onofrio Guarracino, Alessandro Fabri e Alessandro Gagliano, nonché sull’evoluzione di mandolini, chitarre, arpe e organi realizzati nelle storiche botteghe partenopee.
La riflessione sulle origini della canzone napoletana ha caratterizzato l’incontro del 21 maggio dedicato al volume ‘Agli albori della canzone napoletana. Storia e analisi di un repertorio urbano (1824-1879)’ dell’etnomusicologo Raffaele Di Mauro. L’autore ha illustrato i risultati di una ricerca che ricostruisce la fase iniziale di formazione del repertorio classico napoletano, evidenziando le connessioni tra cultura popolare, tradizione orale e ambienti borghesi dell’Ottocento. L’appuntamento è stato accompagnato da interventi musicali dal vivo.
Il calendario è proseguito il 3 giugno con ‘Il bainait, la dolce vita napoletana’, dedicato alla stagione dei night club e delle contaminazioni internazionali che, nel secondo dopoguerra, contribuirono a rinnovare il linguaggio della canzone partenopea. Con Mimmo Torello e Giuseppe Palladino è stato ripercorso il clima culturale che vide emergere figure come il cantautore Ugo Calise, protagonista di una stagione musicale aperta alle influenze provenienti dagli Stati Uniti.
La conclusione della rassegna è affidata all’incontro del 18 giugno, dedicato alla Festa dei Gigli di Nola, patrimonio immateriale dell’umanità riconosciuto dall’UNESCO nel 2013. Attraverso il contributo di Felice Ceparano, Gerardo Ceparano, dei musicisti Claudio Caliendo e Mariano Mauro, con la partecipazione di Salvatore Minieri, il pubblico viene accompagnato alla scoperta della Canzone Nolana, elemento identitario che accompagna da generazioni una delle celebrazioni popolari più rappresentative della Campania.
Ogni appuntamento, a ingresso gratuito, è preceduto da una visita guidata alla Stanza delle Meraviglie, prevista alle ore 17. L’intero progetto si configura come un itinerario culturale che, attraverso documenti, testimonianze e performance, restituisce la complessità di una tradizione musicale capace di rinnovarsi senza interrompere il dialogo con la propria storia.
