Napoli riscopre il jazz: ‘Bird of Paradise’ accende la scena con Lino Volpe
Di Mario Conforto
Nel cuore di Napoli, tra architetture sacre e vibrazioni sonore, prende forma un nuovo capitolo della narrazione musicale ideata da Lino Volpe, autore e divulgatore che da anni intreccia parola, suono e visione. Domenica 26 aprile, ore 10:30, nella suggestiva cornice della Chiesa di San Bartolomeo, il terzo appuntamento del ciclo ‘Le origini del jazz’ – significativamente intitolato ‘Bird of Paradise’ – promette di restituire al pubblico non solo un concerto, ma un’autentica esperienza culturale immersiva.
L’iniziativa si inserisce nel solco di un percorso già sperimentato con successo dallo stesso Volpe, capace di fondere cinema, racconto e musica jazz in una formula che ha riscosso attenzione e partecipazione, proponendo incontri domenicali pensati come momenti di approfondimento e condivisione . Una progettualità che ambisce a colmare la distanza, sempre più evidente, tra esecuzione musicale e consapevolezza critica, restituendo centralità alla dimensione narrativa del jazz.
In questo terzo appuntamento, il titolo richiama esplicitamente l’universo del bebop e la figura simbolica di Charlie Parker, soprannominato “Bird”: un riferimento tutt’altro che ornamentale, bensì chiave di lettura di un repertorio che ha segnato una frattura decisiva nella storia della musica afroamericana. Il jazz, dunque, non come semplice repertorio sonoro, ma come linguaggio rivoluzionario, capace di ridefinire estetica, ritmo e libertà espressiva.
Accanto a Volpe, la presenza della scrittrice Alessia Magliacane introduce un ulteriore livello interpretativo: la parola si affianca al suono, costruendo un dialogo che attraversa biografie, contesti storici e suggestioni letterarie. È proprio questa contaminazione a costituire il tratto distintivo della rassegna: un laboratorio aperto in cui il pubblico è chiamato non solo ad ascoltare, ma a comprendere e partecipare.
Non è un caso che Napoli, città dalla stratificazione culturale millenaria, si confermi terreno fertile per simili esperimenti. Negli ultimi anni, infatti, il capoluogo partenopeo ha visto moltiplicarsi iniziative dedicate al jazz, trasformandosi in un palcoscenico diffuso capace di accogliere concerti, incontri e percorsi formativi . In questo contesto, ‘Bird of Paradise’ si distingue per la sua vocazione divulgativa e per l’attenzione alla dimensione storica del genere.
L’ingresso gratuito, previa prenotazione, rafforza la volontà di rendere accessibile un patrimonio spesso percepito come elitario, ribadendo una scelta culturale precisa: democratizzare il jazz, restituendolo alla sua origine popolare e comunitaria.
Più che una rassegna, dunque, quella ideata da Lino Volpe appare come un atto di mediazione culturale, in cui la musica diventa strumento di conoscenza e racconto. E Napoli, ancora una volta, si conferma luogo in cui le tradizioni non si conservano soltanto, ma si reinventano, trovando nuove forme per parlare al presente.
