Napoli ricorda Matteotti: Massini e Piccolo in scena al Trianon Viviani
Di Mario Conforto
Venerdì 20 marzo, alle ore 21, il palco del Teatro Trianon Viviani di Napoli si accenderà per ospitare ’Matteotti. Anatomia di un fascismo’, la potente creazione teatrale di Stefano Massini con Ottavia Piccolo e i Solisti dell’Orchestra multietnica di Arezzo. In una serata che intreccia storia e attualità, parole e musiche, la pièce si propone come una restituzione intensa e coinvolgente della figura di Giacomo Matteotti, il deputato socialista che nel 1924 sfidò con coraggio l’ascesa del fascismo, pagandone il prezzo più alto.
Nel cuore di uno spettacolo che è al tempo stesso dramma civile e riflessione pubblica, il testo di Massini non si limita a raccontare avvenimenti lontani: fa rivivere il coraggio intellettuale e morale di Matteotti, capace di decifrare con lucidità estrema il fenomeno eversivo che altri ignorarono o elusarono. La drammaturgia non è un semplice monologo narrativo, bensì un coro di voci – sceniche e musicali – in cui la parola si confronta con il suono e l’emozione, offrendo allo spettatore una diagnosi della storia che parla anche al presente, senza indulgere nella retorica celebrativa ma chiamando all’attenzione critica.
La scena firmata da Sandra Mangini, con le musiche originali di Enrico Fink eseguite dal vivo, crea un dialogo incessante tra la voce recitante e i suoni dell’ensemble. L’uso di strumenti tradizionali affiancati a timbri contemporanei plasma un paesaggio sonoro che amplifica la tensione delle parole, facendole vibrare nella coscienza di chi ascolta.
Nel percorso narrativo, si parte da un episodio preciso – il pomeriggio del 10 giugno 1924, quando un tesserino parlamentare fu ritrovato in circostanze drammatiche, segno tangibile dell’aggressione a Matteotti – e si evolve in una ricostruzione che solleva domande antiche e mai del tutto risolte: che cosa significa opporsi a una forza politica che pretende di incarnare ordine e sicurezza, quando invece si nutre di violenza e consenso tacito?
La presenza di Ottavia Piccolo, interprete di rara incisività, non è mai ridotta a mera declamazione: al contrario, la sua voce diventa strumento di connessione profonda tra il pubblico e il significato storico e civile della vicenda. Attraverso gesti misurati e una dizione calibrata, il personaggio di Matteotti emerge non solo come figura storica, ma come simbolo di una resistenza attiva contro quelle dinamiche di potere che anche oggi richiedono lucida analisi.
In questo allestimento non c’è indulgenza per la nostalgia: piuttosto, la pièce si configura come un atto di memoria vigile, capace di trasformare le ombre del passato in moniti per il presente. La tensione tra parola e musica, tra memoria individuale e responsabilità collettiva, rende ’Matteotti. Anatomia di un fascismo’ un appuntamento culturale di assoluta rilevanza, non solo per gli appassionati di teatro ma per chiunque senta il dovere di interrogarsi sulle radici profonde dei fenomeni eversivi e sulla forza della testimonianza.
Informazioni sullo spettacolo consultare le pagine ufficiali del teatro.
