'Napoli Blues Festival 2026', tre giorni di musica tra radici afroamericane, identità partenopea e contaminazioni internazionali
Di Mario Conforto
Dal 17 al 19 luglio 2026, nel cuore dei Quartieri Spagnoli, il Parco dell’ex Ospedale Militare – La Santissima Community Hub ospiterà la tredicesima edizione del Napoli Blues Festival, rassegna promossa e cofinanziata dal Comune di Napoli nell’ambito della programmazione culturale 2026/2027 e curata dall’associazione Musica dal Mondo, con un cartellone che intreccia linguaggi musicali, memoria storica e sperimentazione artistica.
L’iniziativa si inserisce nel più ampio programma del bando “Cultura Napoli 2026”, articolato in 55 progetti diffusi su tutte le municipalità cittadine fino al 2027, con un investimento complessivo di circa 2 milioni di euro, finalizzato alla valorizzazione del tessuto culturale urbano e al sostegno delle realtà artistiche del territorio.
La manifestazione, nata nel 1999, conferma la propria vocazione internazionale proponendo il blues come linguaggio universale e chiave interpretativa delle contaminazioni tra culture, trasformando Napoli in un punto di riferimento per la musica dal vivo e per la narrazione delle sue connessioni storiche con le sonorità afroamericane.
Il luogo scelto per questa edizione assume un significato centrale: il Parco dei Quartieri Spagnoli, all’interno di un complesso storico rigenerato, diventa spazio scenico e sociale, dove la musica si intreccia con processi di riqualificazione urbana e partecipazione collettiva, in un contesto che mira a coniugare fruizione culturale e valorizzazione architettonica.
Il programma artistico si apre venerdì 17 luglio alle ore 21:00 con l’esibizione di Eric B. Turner, interprete dalla forte impronta contemporanea, scelto per rappresentare le nuove declinazioni del blues e il dialogo con le sonorità urbane del presente.
Sabato 18 luglio, sempre alle 21:00, sarà la volta di ‘Blues for Pino’, progetto corale dedicato alla memoria musicale di Pino Daniele, con la partecipazione di musicisti quali Gigi De Rienzo, Ernesto Vitolo, Lele Melotti, Rosario Jermano e Osvaldo di Dio. Il concerto propone una rilettura del repertorio dell’artista napoletano attraverso le contaminazioni tra blues e jazz, evidenziandone la dimensione identitaria e innovativa.
La chiusura del festival, domenica 19 luglio alle ore 21:00, è affidata a Ray Gelato & The Giants, formazione internazionale che porta sul palco un repertorio improntato su swing e rhythm & blues, con un’impronta energica e di matrice spettacolare.
Accanto ai concerti serali, ogni giornata prevede un segmento pomeridiano dedicato alla formazione e all’approfondimento: alle ore 18:00 sono in programma workshop e incontri pubblici gratuiti, mentre alle 19:00 si svolgeranno talk tematici dedicati alla storia del blues, alle sue origini e alle sue evoluzioni culturali.
Il primo appuntamento, venerdì 17 luglio, è incentrato sul tema ‘Jazz Story: dalle piantagioni al palcoscenico’, a cura di Lino Volpe, con un percorso narrativo sulle origini afroamericane del blues e del jazz come strumenti di espressione e riscatto sociale.
Sabato 18 luglio il focus sarà invece su ‘Pino Daniele e la rivoluzione del Blues partenopeo’, con un intervento di Lino Vairetti, che analizzerà l’incontro tra tradizione napoletana e linguaggi musicali internazionali.
Domenica 19 luglio il ciclo si chiuderà con ‘Il Blues dell’anima: tra sacro, profano e lingua madre’, ancora a cura di Lino Volpe, dedicato al rapporto tra spiritualità, dialetto e identità culturale nelle forme espressive del blues.
La manifestazione, giunta alla sua tredicesima edizione, si colloca nel solco di una programmazione che negli anni ha ospitato artisti internazionali e figure di rilievo della scena musicale mondiale, contribuendo a consolidare il ruolo del festival come piattaforma di incontro tra tradizioni differenti e linguaggi contemporanei.
L’accesso agli eventi è regolato tramite prevendita e informazioni disponibili attraverso i canali ufficiali dell’organizzazione Musica dal Mondo, che cura la direzione artistica e organizzativa della rassegna, confermando l’obiettivo di rendere il blues non soltanto genere musicale, ma strumento di narrazione culturale e urbana nel contesto della città di Napoli.
