Napoli, al Trianon Viviani “Squallor Forever”: musica, satira e memoria per celebrare il gruppo cult che ha scosso l’Italia
NAPOLI – Il Teatro Trianon Viviani, cuore pulsante della scena culturale partenopea e punto di riferimento nazionale per la valorizzazione della canzone napoletana, ha registrato il tutto esaurito per la serata di venerdì 27 marzo 2026. I 540 posti tra platea e posti di palco di tre ordini erano occupati in ogni ordine, a testimonianza dell’attesa e dell’affetto del pubblico per “Squallor Forever”, l’omaggio dedicato al gruppo che ha rivoluzionato la musica italiana con la sua satira irriverente e liberatoria. Con “Squallor Forever”, il teatro diretto da Marisa Laurito ha reso omaggio a uno dei fenomeni più sorprendenti e anticonvenzionali del panorama musicale: gli Squallor, il collettivo che dagli anni Settanta ha scardinato tabù e convenzioni con una satira senza filtri, anticipando linguaggi e libertà espressive oggi dati per scontati.
L’evento, inserito nella stagione 2025/2026 del Trianon Viviani – teatro pubblico regionale dedicato alla tradizione musicale napoletana ma sempre più aperto a progetti di contaminazione culturale – ha celebrato il gruppo formato da Giancarlo Bigazzi, Daniele Pace, Totò Savio e Alfredo Cerruti, riconosciuto ormai come un caso unico nella storia italiana: un laboratorio di creatività, ironia e dissacrazione che ha lasciato un segno profondo ben oltre la musica.
Sul palco, l’Opera Squallid Orchestra ha costruito un viaggio teatrale e musicale che ha intrecciato brani storici, letture, incursioni satiriche e momenti di teatro-canzone. Una formula che ha permesso di evocare lo spirito degli Squallor senza cadere nella semplice cover band.
La formazione – guidata da Gennaro Del Piano, guest star e direttore artistico – ha riunito musicisti provenienti da mondi diversi: jazz, classica, teatro, pop. Una scelta che ha restituito la natura “meticcia” e imprevedibile del progetto originale.
In scena: Francesco Mandato (voce); Marco Pietrantonio (batteria); Peppe Timbro (basso); Paolo Parrella (chitarra); Antonello Rapuano e Fabiano Fasoli (piano e tastiere); Vincenzo Saetta (sax); Giuseppe Telaro (violino e tastiere); Debhora D’Aronzo e Luciana Luciano (coro).
A completare il mosaico narrativo, gli interventi di Radio Squallor con Loris Marchile, Lorenzo Pracacci Leone e Roberto Moccia (Papa Gennarino I), insieme alla voce di Pierpaolo.
Presente anche Attilio Pace, figlio di Daniele Pace, che ha portato sul palco ricordi personali e testimonianze dirette.
L’organizzazione è stata curata da Jean Pierre el Kozeh, general manager dell’Agenzia Media Art, e da Francesco Tuzio dell’Accademia delle Opere APS, con il supporto tecnico di Gianpier e Francesco.
Le parole dei protagonisti
Nel corso della serata, Gennaro Del Piano ha ripercorso la nascita del progetto:
“Siamo persone attempate che vent’anni fa, per divertimento, misero in piedi uno spettacolo chiamato Rinculo. Non siamo una formazione stabile: siamo un supergruppo di artisti che nella vita fanno altro – jazz, teatro, musica classica. Questo non è una cover band, ma un tributo. Abbiamo mantenuto lo spirito degli Squallor, con testi originali e la collaborazione di Attilio Pace”.
Attilio Pace ha aggiunto un ricordo intimo e affettuoso:
“Erano divertenti, prendevano la vita alla leggera ed erano grandi professionisti. Chi li ha conosciuti ha avuto una fortuna: ti insegnano a guardare le cose in modo diverso. Con Radio Squallor abbiamo inserito personaggi e ricordi degli autori, per far conoscere anche alle nuove generazioni il repertorio di mio padre”.
Due atti tra musica, comicità e memoria collettiva
Il concerto, articolato in due atti, ha attraversato una ventina di brani iconici: da Cornutone a O tiemp se ne va, da Filumena a Jammucenne. Il pubblico ha risposto con cori spontanei, risate e partecipazione crescente, fino a trasformare il teatro in una festa collettiva.
Il finale, con spettatori in piedi e richieste di bis, ha confermato la forza di un repertorio che continua a parlare a generazioni diverse, mantenendo intatta la sua capacità di sorprendere e divertire.
“Squallor Forever” non è stato solo un concerto, ma un atto d’amore verso una forma di libertà creativa che oggi appare quasi rivoluzionaria. L’Opera Squallid Orchestra ha saputo reinterpretare l’eredità degli Squallor con intelligenza e rispetto, ricordando quanto la musica – anche quella più irriverente – possa unire, emozionare e far sorridere.
Lo spettacolo sarà replicato il 16 agosto al Teatro Verde di Termoli (CB).
Antonio Boccellino
