Natale a Napoli 2025
Di Mario Conforto
NAPOLI – Dal 5 dicembre all’11 gennaio, la città si prepara a vivere un Natale che abbraccia ogni quartiere, trasformandosi in un unico, vasto palcoscenico urbano. Il Comune presenta il programma di ‘Natale a Napoli 2025’, un mosaico di appuntamenti gratuiti che intreccia musica, teatro, cinema, laboratori e incontri, con ospiti italiani e internazionali pronti ad animare un calendario pensato per un pubblico ampio, intergenerazionale e inclusivo.
Il cuore simbolico delle festività è il progetto ‘Altri Natali’, giunto alla quarta edizione, che quest’anno mobilita 43 iniziative realizzate da associazioni e realtà del terzo settore, selezionate tramite avviso pubblico per un investimento complessivo di 555 mila euro. Ben 188 appuntamenti, disseminati nelle dieci Municipalità, compongono un percorso culturale che fa della coesione sociale la sua traiettoria principale. Nel solco di questa visione si colloca il messaggio del coordinatore delle politiche culturali Sergio Locoratolo, che sottolinea come l’amministrazione persegua una strategia fondata su equità e continuità: «Il Comune di Napoli rinnova con convinzione il proprio impegno nel fare della cultura lo strumento principale della crescita civile della città… È questa la Napoli che vogliamo: una città policentrica, capace di innovare, di educare e di aprirsi al mondo».
La musica, asse portante dell’intero programma, attraversa generi, tradizioni e linguaggi. Una traiettoria che si espande dall’antica spiritualità mediterranea alle nuove sonorità globali, fino alle radici della storia musicale partenopea. Il delegato per l’industria musicale e l’audiovisivo, Ferdinando Tozzi, ricorda il ruolo di Napoli come laboratorio sonoro contemporaneo: «Nella programmazione delle festività riaffermiamo la visione di ‘Napoli Città della Musica’… Una città capace di esprimere la propria identità con uno sguardo sempre più aperto al mondo».
Ad aprire il cammino è ‘Sacro Sud’, il festival ideato da Enzo Avitabile, che dal 13 dicembre al 5 gennaio anima alcune delle chiese più suggestive della città — Santa Maria Donnaregina Nuova, San Pietro ad Aram, Sant’Anna dei Lombardi, San Giovanni Battista a Teduccio — con artisti provenienti da Spagna, Romania, Gambia, Olanda, Iran e Italia, creando un crocevia di spiritualità e dialogo.
Dal 16 al 30 dicembre si entra poi nel cuore della tradizione con ‘700 – Apoteosi di Napoli Capitale della Musica’, cinque concerti curati dall’Associazione Domenico Scarlatti che rievocano la stagione d’oro della Scuola musicale napoletana.
Il 18 dicembre, alla Rotonda Diaz, uno degli eventi più attesi: Kokoroko e Psychè, insieme per un incontro tra afrobeat e creatività partenopea, grazie a un progetto firmato da Ponderosa Music&Art.
Il viaggio prosegue il 22 e 23 dicembre con ‘Novecento Breve’, reading-spettacolo nella chiesa di Santa Croce e Purgatorio al Mercato, dove la voce del poeta Ferdinando Tricarico incontra la sperimentazione elettronica di Luca Fiorillo, attraversando le parole di Ungaretti, Montale, Pasolini, Sanguineti, Calvino e altri maestri del Novecento.
Dal 26 al 29 dicembre il complesso monumentale di Santa Maria la Nova ospita ‘Racconti al Femminile’, rassegna dedicata alle voci delle donne nella musica: tra le protagoniste, Beth Orton, Ginevra Di Marco, Ada Montellanico e Indra Rios Moore.
Il gran finale arriva il 29 dicembre al PalaVesuvio con ‘Neapolitan Power – Dalle origini al futuro’, una celebrazione della storia musicale di Napoli che attraversa mezzo secolo di creatività: dai tributi a James Senese e Giuseppe Vessicchio alle performance di Eugenio Bennato, fino all’ensemble di artisti che conclude la serata — Tony Esposito, Teresa De Sio, Raiz, Dario Sansone, Roberto Colella, Tommaso Primo, Napoleone e molti altri — in un abbraccio collettivo alla tradizione e all’innovazione.
Per informazioni e programma dettagliato:
www.nataleanapoli2025.it
Facebook: Cultura Napoli – Comune di Napoli
Instagram: @culturanapoli
Il calendario completo delle rassegne è disponibile al link indicato dal Comune. È il segno di una città che sceglie la cultura come spazio di incontro, crescita e bellezza condivisa.
