LUCIA MASCINO

Roma, notte del 21 marzo 1956. Mentre Hollywood si illumina per l’Oscar, Anna Magnani non dorme: vaga per la città come un’ombra luminosa, un fantasma che non ha voglia di riposare. Sta per diventare la prima attrice non anglofona a vincere la statuetta, ma la gloria non le basta. Le serve Roma, la sua Roma. Da questo spunto parte Monica Guerritore, che scrive, dirige e interpreta Anna, presentato nella sezione Grand Public della Festa del Cinema di Roma. Si tratta di un film dove la Magnani torna a parlare, a piangere, a ridere, a urlare. Nel cast, troviamo anche Lucia Mascino nelle vesti della sua agente Carol Levi. La nota e brava attrice la troviamo anche in teatro con Il Sen(n)o, versione italiana di un testo inglese firmato da Monica Dolan, ‘The B*easts’. Si tratta di un intenso monologo che vede l’attrice impegnata nel ruolo di una psicoterapeuta che si trova a dover ‘valutare’ una decisione che una madre ha preso riguardo al corpo della figlia.
Lucia, partiamo dal film Anna. Perché dire sì? Monica due anni fa mi disse che aveva il sogno di fare un film su Anna Magnani, aggiungendo che mi voleva parte integrante del cast. Dissi subito di sì. Il mio sarebbe stato un ruolo di riferimento lavorativo e affettivo della nota attrice, ovvero la sua agente, e così è stato. Dal canto mio, ho cercato di capire, nel meglio che ho potuto, il legame che le univa. Anna sarebbe stato un film drammatico e la cosa mi piaceva, oltre che il raccontare anche l’aspetto umano della Magnani.
Chi era e cosa rappresenta ancora oggi Anna Magnani? E’ un’attrice che ha sofferto di vivere nel sistema cinematografico di quegli anni. Aveva un temperamento molto forte, una grande forza espressiva, romana, piuttosto concreta, con una grande potenza emotiva e una forza che proveniva dal basso. Il suo era un sentire viscerale. Grazie a questo film ho scoperto molto di lei e penso sia ancora un vero riferimento. Aveva uno sguardo potente e una voce rotta.
Tu sei Carol Levi, la sua agente. Come la descriveresti? Cosa significava per lei, secondo te, essere la sua agente? E’ stata una donna forte che ha attraversato il cinema italiano; esprimeva un forte calore dagli occhi, esattamente come un distacco totale. Per la Magnani, era una persona importantissima, in quanto l’ha sempre riconosciuta in mezzo a tutti. . Ha vissuto con lei momento di gloria e felicità. Era il suo riferimento costante, colei che vedeva il suo enorme talento. Aveva anche competenze legali, in quanto laureata in legge.
Sei anche a teatro con Il Sen(n)o, com’è nata l’idea di questo spettacolo teatrale? Tutto è partito da un’idea della traduttrice e io ne ho sentito l’urgenza di portare il tutto in scena, grazie al teatro Carcano che l’ha prodotto e alla regista Serena Sinigaglia. Credo che questo per me il ruolo più difficile che ho interpretato e questo spettacolo mi ha fatto crescere.
Ci spieghi il titolo? In inglese si giocava sull’assonanza tra breast, seno, e beast, bestia. Il nostro gioco di parole è tra seno e senno. C’è l’idea della perdita del senno, del buon senso. Il seno è anche un simbolo della manipolazione dell’identità che, nella nostra società consumistica, subisce un ‘bombardamento’, non solo commerciale. Ci raggiungono di continuo notizie vere mescolate a pubblicità, messaggi di amici e conoscenti, cose reali e virtuali. Tutto questo agisce in modo sottile, agendo sulla percezione.
Fai la parte di una psicoterapeuta. Cosa significa esserlo? Cosa deve affrontare? Ha in cura da anni una madre la cui figlia, ancora minorenne, ha subito un intervento estetico sul corpo. Il suo non è certamente un compito facile ed entra in crisi; ha affrontato tanti casi ma questo forse è il più complesso di tutti.
E’ uno spettacolo femminista? Posso dirti che cerco di raccontare la manipolazione dell’immagine che tutti, chi più chi meno, subiamo. Porto in scena qualcosa di provocatorio di qualcosa molto simile alla realtà in cui viviamo. Questo spettacolo offre vari spunti di riflessione; tra i tanti quello del fatto che ci possiamo riappropriare di chi vogliamo essere.
