La grazia Film al cinema
Mariano De Santis, il Presidente della Repubblica, è a fine mandato; è infatti entrato nel semestre bianco. Vedovo da otto anni della moglie Aurora che gli manca sempre tantissimo, cattolico e autore di un manuale di diritto penale definito come l’Himalaya K3, ha due figli: Dorotea, giurista come lui, è sempre al suo fianco e gli controlla sempre i pasti per un’alimentazione sana; Riccardo, musicista (ma non di musica classica come lui aveva sperato) vive a Montréal. In questi ultimi mesi del suo incarico, scopre anche il suo soprannome, “Cemento armato”. Si trova soprattutto davanti a due dilemmi morali. Il primo riguarda la richiesta di grazia per Isa Rocca che ha fatto fuori il marito nel sonno dopo essere stata a lungo maltrattata e per Cristiano Arpa, che ha ucciso la moglie malata di Alzheimer. Il secondo: non sa se firmare o no la legge sul diritto all’eutanasia. Sono dubbi che lo tormentano, assieme a un passato che più volta riaffiora e di cui cerca di scoprire delle verità nascoste. Alla Mostra del cinema di Venezia 2025, Paolo Sorrentino ha portato LA GRAZIA – in uscita il 15 gennaio al cinema –, un’opera cinematografica sospesa tra i ricordi del passato e le trappole del presente, tra il peso del potere e la leggerezza dell’amore.

Toni Servillo è un presidente ferito, divorato dal dubbio e dalla gelosia, alle prese con scelte che cambiano il destino altrui. Accanto a lui Anna Ferzetti, luminosa nel ruolo della figlia, e Milvia Marigliano, unica e tagliente: un’opera che fa del dubbio una forma di grazia. Si tratta di un film d’amore, ma non si tratta di un amore pacificato. Il Presidente Mariano De Santis vive sotto l’ombra di una gelosia che non si spegne: è convinto che la moglie Aurora lo abbia tradito, e che l’amante sia stato Ugo Romano, compagno di scuola e aspirante prossimo Presidente dela Repubblica. L’amore, allora, non è solo nostalgia ma ferita: la grazia diventa perdono mancato, sospetto che divora, come il mostro dagli occhi verdi immaginato da Shakespeare.
