IL SUONO DI UNA CADUTA Film

In una remota fattoria dell’Altmark, nel nord della Germania, in epoche diverse ma legate da un filo invisibile, crescono quattro giovani donne, Alma, Erika, Angelika e Lenka. Le loro vite, pur lontane nel tempo, sembrano rispecchiarsi l’una nell’altra. Nel corso della grande guerra, la piccola e introversa Alma assiste senza comprenderne del tutto il peso a un segreto familiare legato all’amputazione di un parente. Decenni dopo, nel secondo dopoguerra, la discendente Erika si sente inspiegabilmente attratta da quella stessa figura. Negli anni Ottanta, la nipote Angelika affronta la scoperta della propria sessualità, ma l’ombra minacciosa di uno zio predatore incombe sulla sua adolescenza, lasciando ferite profonde. Nell’epoca contemporanea, la fattoria — trasformata ormai in una casa vacanze — diventa il luogo in cui la malinconica Lenka intreccia una fragile amicizia con una ragazza segnata dalla perdita della madre. Tra loro riaffiorano, inconsciamente, le stesse insicurezze, paure e speranze delle giovani che l’hanno preceduta. Mentre la casa cambia volto attraverso le generazioni, il passato continua a filtrare nel presente. Vincitore del Premio della Giuria a Cannes 2025, l’opera seconda di Maria Schilinski ci porta per due ora e mezza al cinema dal 26 febbraio con IL SUONO DI UNA CADUTA. Il film è un racconto generazionale e corale ambientato interamente in una fattoria nel nord della Germania.

La narrazione attraversa un secolo di storia femminile, intrecciando le vite di quattro ragazze che, pur separate dal tempo, vedono le proprie esistenze rispecchiarsi l’una nell’altra mentre le pareti della casa continuano a restituire echi di traumi e memorie passate. Le storie delle quattro protagoniste si sfiorano e si intrecciano, fino a mettere in crisi la linearità stessa del tempo. In questo ciclo ininterrotto di memoria si compone un ritratto intimo e potente dell’esperienza femminile, sospeso tra sogno, trauma e rinascita. Indaga i meccanismi della percezione e del ricordo. La stessa regista Mascha Schilinski ha sottolineato come il progetto sia nato dalla volontà di esplorare l’atto del ricordare attraverso il corpo e la possibilità di osservarsi dall’esterno dopo aver vissuto un’esperienza. La pellicola approda in Italia forte di un percorso critico di rilievo internazionale. Il palmarès del film include inoltre otto candidature agli European Film Awards e la selezione come rappresentante della Germania per la corsa al Miglior film internazionale agli Oscar 2026. Per il pubblico italiano, il primo contatto con l’opera è avvenuto durante il 43° Torino Film Festival.
