HAMNET in nome del figlio AL CINEMA

Ambientato nell’Inghilterra rurale del XVI secolo, il film ci immerge nella vita quotidiana della coppia, che cresce tre figli, Susanna (Bodhi Rae Breathnach) e i gemelli Judith e Hamnet (Olivia Lynes e Jacobi Jupe), in un equilibrio precario tra gli affetti familiari e il mondo esterno. Quando la morte prematura del giovane Hamnet colpisce la famiglia, il dolore spinge Agnes a confrontarsi con la perdita. È attraverso il suo sguardo sensibile e penetrante che assistiamo alla frattura che si apre nella famiglia, e al tentativo di rimettere insieme i frammenti di una vita devastata. HAMNET – NEL NOME DEL FIGLIO – uno dei titoli più attesi della stagione cinematografica, in arrivo nelle sale italiane dal 5 febbraio – , diretto da Chloé Zhao, è una esplorazione della perdita, dell’amore e dell’ispirazione artistica, raccontata attraverso gli occhi di Agnes (Jessie Buckley), moglie di William Shakespeare (Paul Mescal). Non è un biopic, non è un film teatrale trasposto sullo schermo, non è un classico period drama. Hamnet utilizza Shakespeare come punto di accesso a un’esperienza emotiva universale, in continuità con un cinema che, da The Rider a Nomadland, ha sempre cercato l’essere umano nel momento della frattura, della perdita e della trasformazione.

Il film ha ottenuto otto candidature ai Premi Oscar 2026, tra cui Miglior Film, Miglior Regia per Chloé Zhao e Miglior Attrice Protagonista per Jessie Buckley, oltre a importanti riconoscimenti tecnici come la colonna sonora di Max Richter e la sceneggiatura, firmata dalla stessa Zhao insieme a Maggie O’Farrell.
