Oltre duecento musicisti per il Te Deum di Hector Berlioz
Un evento raro, di quelli che segnano una stagione musicale. Giovedì 21 maggio, alle 21.15, la Collegiata di Sant’Andrea a Empoli ospiterà il Te Deum op.22 di Hector Berlioz, una delle opere sacre più imponenti e spettacolari dell’Ottocento, eseguita in Italia pochissime volte: appena sei nell’arco di oltre un secolo.
A rendere ancora più significativa l’occasione è il fatto che questa produzione nasce dalla collaborazione tra due realtà culturali del territorio, l’Associazione Culturale Mosaico e l’Associazione Il Contrappunto, che uniscono forze e competenze per dare vita a un progetto di straordinaria portata artistica.
Non grandi enti lirici, ma associazioni nate e cresciute a Empoli: un segnale forte di come la città stia consolidando il proprio ruolo come punto di riferimento per la musica di qualità, proponendo produzioni ambiziose e di altissimo livello.
Sul podio il direttore Alessandro Bartolozzi, alla guida di un organico che vedrà coinvolti circa duecento esecutori tra coro e orchestra. Accanto all’Orchestra Sinfonica Il Mosaico, si esibiranno la Schola Cantorum Labronica e il Coro Polifonico Bruno Pizzi, preparati dal maestro Maurizio Preziosi, con la direzione di Chiara Mariani. Accompagna al pianoforte Zhiyuan Xu.
Completano il cast il tenore Davide Ciarrocchi e l’organista Antonio Galanti.
Composto nel 1849 per una grande celebrazione nella cattedrale di Notre-Dame a Parigi, il Te Deum, capolavoro sinfonico-vocale, è caratterizzato da una grandiosità orchestrale e corale che esprime la potenza e la maestà di Dio. L’intento di Berlioz era creare un’opera per celebrare la gloria della Nazione e dell’esercito, concepita per essere eseguita in una grande cattedrale o in una sala da concerto con dimensioni e un’acustica imponente.
«L’organico richiesto è straordinariamente vasto – spiega il direttore Alessandro Bartolozzi – e l’esecuzione estremamente impegnativa, tanto che in Italia l’opera, dal 1900 ad oggi, è stata eseguita solo sei volte.
In Italia non veniva eseguita dagli anni 80. Il triplo coro, il tenore solista e una poderosa orchestra sinfonica dialogante con un grande organo contribuiscono all’effetto spettacolare e solenne, evocando nell’ascoltatore emozioni profonde e trasportandolo in un mondo di spiritualità e di fede. Proprio per questo – continua Bartolozzi – il Te Deum di Berlioz è un’opera che si affronta raramente. Portarla a Empoli oggi significa realizzare qualcosa di davvero straordinario, che va oltre il semplice concerto».
L’ingresso è gratuito e non è necessario prenotare. Per ulteriori informazioni: spettacoli@associazione-mosaico.com.
Hector Berlioz (1803–1869) è stato il pioniere del Romanticismo musicale francese, una figura audace che ha ridefinito i confini dell’orchestra. Rinunciando alla carriera medica per il Conservatorio di Parigi, Berlioz ha scosso il mondo accademico con la sua Symphonie fantastique, composta nel1830, capolavoro che fonde narrazione autobiografica e innovazione timbrica.
Famoso per il suo monumentale Grand Traité d’instrumentation, ha trasformato l’orchestra in uno strumento espressivo senza precedenti, influenzando generazioni di compositori. Nonostante le critiche in patria, la sua visione grandiosa — evidente in opere come Les Troyens e il Requiem — gli valse fama internazionale come direttore d’orchestra e critico musicale instancabile.
