‘Domestike Dive’, al Teatro Serra Napoli il grido sommesso delle donne napoletane
Di Mario Conforto
Nel ventre teatrale di Fuorigrotta, quartiere di Napoli, tra il lessico domestico delle famiglie partenopee e le ferite silenziose custodite dietro le porte di casa, arriva in scena ‘Domestike Dive’, nuovo lavoro scritto, diretto e interpretato da Piera Saladino insieme con Roberta Misticone. Lo spettacolo debutterà al Teatro Serra dal 15 al 17 maggio, portando sul palco un racconto al femminile che intreccia ironia, dolore, memoria e desiderio di emancipazione.
Prodotto da ‘Eau theatre, con concept di Luisa Guarro e disegno audio e luci affidato a Renato Gatto, il lavoro si inserisce nella linea artistica del teatro flegreo, da anni attento alla nuova drammaturgia contemporanea e ai linguaggi capaci di leggere il presente attraverso la sensibilità del territorio.
Al centro della vicenda ci sono Titina e Melina: cognate, vicine di casa, donne diversissime per estrazione culturale e modo di abitare il mondo. La prima sanguigna, popolare, istintiva; la seconda irrigidita in una dimensione colta e quasi ascetica, intrisa di spiritualismo New Age e regole. Due universi apparentemente inconciliabili che, tuttavia, si sfiorano ogni giorno nella liturgia minuta della quotidianità: i figli, i mariti, le faccende domestiche, le recriminazioni, le speranze mai confessate.
A dominare la scena, pur restando invisibile, è “Mammà”: la suocera-padrona, figura archetipica del teatro napoletano, presenza ingombrante che giudica, ammonisce e invade. Una voce che richiama certe atmosfere eduardiane, dove il non detto pesa quanto le parole e l’autorità familiare si trasforma in una gabbia emotiva. È proprio attorno a questa figura che la commedia, inizialmente attraversata da accenti leggeri e venature grottesche, assume progressivamente toni più drammatici.
La malattia della matriarca, infatti, incrina gli equilibri e costringe le protagoniste a guardarsi dentro. Da quel momento, ‘Domestike Dive’ smette di essere soltanto il ritratto di una famiglia e diventa il racconto universale di una ribellione trattenuta, della necessità — spesso soffocata — di reclamare spazio, identità e voce.
L’opera affonda le proprie radici nella tradizione teatrale partenopea, ma evita ogni nostalgia calligrafica. La scrittura di Saladino costruisce piuttosto un mosaico contemporaneo in cui convivono canto popolare, inflessioni vernacolari, musica moderna e una forte attenzione alla psicologia dei personaggi. Ne emerge una drammaturgia stratificata, nella quale ogni figura assume un valore simbolico: la suocera come incarnazione della tradizione dominante, Titina sospesa nelle contraddizioni del presente, Melina rifugio deformato di un’intellettualità incapace di liberarsi davvero.
Il risultato è una commedia amara, attraversata da un’umanità vibrante, che parla soprattutto alle donne ma non esclusivamente a loro. Perché nella battaglia quotidiana delle protagoniste si riflettono dinamiche familiari, culturali e sociali ancora profondamente radicate nel Mezzogiorno contemporaneo.
Il debutto di ‘Domestike Dive’ conferma inoltre il percorso del Teatro Serra come presidio culturale dedicato alla ricerca scenica e alle nuove scritture, in un quartiere, quello di Fuorigrotta, sempre più laboratorio artistico della città.
Lo spettacolo andrà in scena venerdì alle 21, sabato alle 19 e domenica alle 18, nella sala di via Diocleziano 316. Informazioni e prenotazioni al numero 347.8051793.
