Da Palermo l'omaggio a Filippo Tommaso Marinetti per "Biondo d'estate". SPARIAMO Francesca Barbi Marinetti e Marco ProsperinI

Al via nel suggestivo scenario della Galleria d’Arte Moderna “Biondo d’estate”, la stagione estiva del Teatro Biondo Stabile di Palermo, che accompagnerà il pubblico fino a tutto il mese di giugno. Si è iniziato venerdì 12 giugno 2026, con replica il 13 giugno, con “Spariamo”, un omaggio al fondatore del Movimento neoavanguardistico del Futurismo, Filippo Tommaso Marinetti, uno spettacolo scritto e diretto da Corrado Veneziano, interpretato proprio dalla nipote del poeta, Francesca Barbi Marinetti, critica d’arte, e da Marco Prosperini, mentre le musiche originali eseguite dal vivo sono di Oscar Bonelli. Lo spettacolo è strutturato come una intervista impossibile al nonno- artista da parte della nipote che mai lo aveva conosciuto personalmente, una idea che, in parte, riprende il progetto originario che, anni addietro, aveva visto come protagonista una grande Maria Rosaria Omaggio nei panni di una giornalista, portare in scena, sempre insieme a Marco Prosperini, l’opera intitolata “Prigionieri e vulcani”, poi rimasta accantonata. Attraverso uno studio accurato delle carte, Francesca Barbi Marinetti, “figlia” del ’68 e degli anni della contestazione giovanile, ha recuperato la memoria del nonno, cercando di restituirne una visione onesta, seppur all’interno delle contraddizioni, ponendo in evidenza, all’interno della sua vicenda biografica e artistica, segnata dalla provocazione, scelte coraggiose come quella di rinnegare l’originario proclama di “guerra igiene del mondo” presente nel Manifesto del Futurismo del 1915, divulgato nel pieno della Prima Guerra Mondiale, dopo aver sperimentato l’orrore della carneficina che quel conflitto rappresentò; o, ancora, pur restando ideologicamente legato al Fascismo fino alla morte, avvenuta a Bellagio nel 1944, il fatto che condannò pubblicamente, più volte, le leggi razziali del 1938 e prese le distanze dall’alleanza dell’ Italia con Hitler. E ancora la sua concreta promozione della donna nel mondo intellettuale, prima tra tutte la moglie, Benedetta, che gli fu compagna di viaggio nel suo percorso di artista, aspetto che stride con quanto scritto nel Primo manifesto futurista, in cui sono presenti espressioni come “il disprezzo della donna” o “distruggere il femminismo”, dove a essere bersaglio era una visione tradizionale della donna, non la donna in quanto tale. Ne è prova il fatto che nel 1918 Il Manifesto del Partito futurista italiano avanza la richiesta del “suffragio universale uguale e diretto a tutti i cittadini, uomini e donne, l’abolizione dell’ autorizzazione maritale, e la parificazione a eguale lavoro delle mercedi femminili con le mercedi maschili”.

Un ritratto inedito dell’ artista, quindi, e del suo pensiero ci viene raccontato in una piacevole chiacchierata ai nostri microfoni, proprio dai due protagonisti della performance, Francesca Barbi Marinetti e Marco Prosperini: Ascoltiamoli nell’intervista.
