Casoria (Na), il palcoscenico diventa specchio della famiglia di oggi
Di Mario Conforto
«A llietto stritto cuccate ’nterra!», la nuova produzione firmata Andrea Vicino, apre il 2026 teatrale di Casoria (Na) con una commedia che diverte, interroga e riconsegna al pubblico il valore della scena come specchio del presente.
Nel cuore dell’inverno, tra il 9 e l’11 gennaio, il Teatro Ateneo di Casoria diventa luogo d’incontro per una storia che parla di legami familiari, amicizie mai davvero sopite e tentativi di riscatto affettivo. È qui che una compagnia giovane ma già matura nella scrittura e nella resa scenica porta in scena uno spettacolo inedito, capace di coniugare leggerezza e profondità con un linguaggio teatrale autenticamente partenopeo.
La vicenda ruota attorno a una famiglia contemporanea, attraversata da silenzi, distanze e occasioni mancate. Un padre, segnato dal tempo e dalle scelte, prova a riallacciare il rapporto con figli ormai adulti, mentre un evento inatteso — l’arrivo di un amico di lunga data rimasto senza casa — rompe gli equilibri e costringe tutti a fare i conti con se stessi. È in questo spazio ristretto, fisico e simbolico, che si accendono conflitti, ironie e riconciliazioni, in un intreccio che alterna ritmo comico e momenti di sincera introspezione.
Andrea Vicino, autore e regista, guida una compagnia affiatata composta da Valentina Petriccione, Simone Abruzzese, Alessia Flaminio, Viviana Amato, Daniele Pisano, Gaia Flaminio, Antonello Dattilo e Gigi Di Salvatore, dando vita a una coralità ben calibrata, dove ogni personaggio trova una precisa funzione drammaturgica. L’aiuto regia di Gaia Flaminio contribuisce a una messa in scena asciutta, essenziale, capace di valorizzare i dialoghi e i tempi comici senza mai perdere tensione narrativa.
Il titolo, volutamente in dialetto, non è semplice ammiccamento linguistico, ma scelta filologica e culturale: la lingua napoletana diventa strumento espressivo denso di significati, capace di restituire con immediatezza emozioni, conflitti e sfumature dell’animo umano. In questo senso, lo spettacolo si inserisce con intelligenza nel solco della nuova drammaturgia napoletana, che guarda alla tradizione senza restarne prigioniera.
Le repliche sono previste giovedì 9 e venerdì 10 gennaio alle ore 21, sabato 11 gennaio alle ore 19, con biglietti a 12 euro e ridotti a 8 euro, rendendo l’esperienza accessibile e inclusiva, in linea con una visione di teatro come bene culturale condiviso.
Tra risate, riconoscimenti e domande scomode, ‘A llietto stritto cuccate ’nterra! invita il pubblico a interrogarsi su quanto si è disposti a cedere — spazio, tempo, orgoglio — pur di non restare soli. Una commedia che intrattiene, ma soprattutto racconta il nostro tempo, con onestà e misura.
