CAPAREZZA ORBIT ORBIT
Caparezza è tornato. E lo ha fatto come solo lui sa fare, con quell’originalità fuori dagli schemi che lo contraddistingue più dei suoi ricci. Orbit Orbit, uscito lo scorso 31 ottobre, segna il ritorno di Michele Salvemini dopo quattro anni di silenzio. Non solo un album, ma un disco-fumetto in cui lui stesso ci accompagna in un viaggio mentale che suona come una dichiarazione di libertà creativa, dove l’immaginazione detta tutte le regole.
Chi lo segue fin dai tempi di Verità Supposte (2003) riconoscerà in Orbit Orbit la stessa voglia di smontare il linguaggio e ribaltare le convenzioni: qui, la famosissima Fuori dal tunnel criticava il divertimento vuoto diventando paradossalmente un tormentone da discoteca. Ma anche i temi della prigionia mentale di Prisoner 709 (2017) e quello della trasformazione in Exuvia (2021) trovano ora un’altra direzione: non si fugge più, si orbita, creando qualcosa di nuovo. Ventidue anni dopo il suo primo successo, l’artista si rifugia nell’immaginazione per sfuggire a un mondo che lo ha messo a dura prova. “Io sono il viaggio” è emblematico: Caparezza canta “Sogno e il punto di vista si allarga se dall’astronave mi sporgo”. Quattordici tracce, un’orchestra di settanta elementi, synth e percussioni che si rincorrono come satelliti. Orbit Orbit è un concept album che ruota attorno alla potenza dell’immaginazione, come spazio libero dove tutto è possibile. Il rap si fa quasi parlato, le strofe si modellano come vignette e ogni pezzo è un pianeta diverso da esplorare.

Ma il cuore del progetto è il fumetto omonimo. Scritto da Caparezza e illustrato da nove artisti italiani, è molto più di un accompagnamento visivo: è il motore che ha rimesso in moto la sua creatività. Dopo un periodo complicato, segnato da problemi all’udito e da un blocco artistico, Caparezza ha ritrovato la voglia di creare proprio lì, tra le tavole disegnate. Aveva già dichiarato di voler fare il fumettista ma di non saper disegnare. Invece ci ha stupito con la sua penna, costruendo un mondo dove musica e immagini diventano un’unica cosa.
Orbit Orbit segna anche il suo ritorno sui palchi: un tour estivo che lo porterà in oltre venti città italiane tra giugno e settembre 2026, con partenza il 26 giugno da Roma e chiusura il 5 settembre alla Reggia di Caserta. Alcune date sono già sold out, segno che il pubblico non vedeva l’ora di riabbracciarlo.
Tra chi lo considera il suo lavoro più profondo e chi lo trova ancora difficile da decifrare, Orbit Orbit fluttua senza la ricerca incessante di piacere a tutti, vuole solo essere se stesso in tutte le sue accezioni. Caparezza ha sempre detto di non voler inseguire le mode e questo disco lo dimostra. È un’opera che chiede tempo, attenzione, e voglia di lasciarsi trasportare. Come un fumetto che non si sfoglia, ma in cui ci si immerge vignetta dopo vignetta. Un viaggio di sola andata, dove l’unico ritorno possibile è l’immaginazione.
