A Scampia (Na) il cinema diventa riscatto: nasce ‘Nuovo Cinema 167’, officina di futuro tra formazione e memoria
Di Mario Conforto
Nel cuore della periferia nord di Napoli, laddove le architetture delle Vele hanno per decenni incarnato marginalità e narrazione stereotipata, prende avvio un progetto che ribalta lo sguardo e restituisce centralità culturale e dignità creativa al territorio. Si intitola ‘Nuovo Cinema 167’ il corso di produzione cinematografica promosso da Cattleya, dal Comune di Napoli e dal Comitato Vele di Scampia, con la collaborazione di Sky, e rappresenta una delle più significative iniziative di rigenerazione culturale partecipata degli ultimi anni.
L’iniziativa, che prenderà forma a partire da maggio 2026, affonda le proprie radici nell’esperienza del documentario La diaspora delle Vele, firmato dalla regista Francesca Comencini. Un’opera che ha saputo sottrarsi alla cronaca sensazionalistica per restituire una narrazione intima e corale, capace di raccontare la trasformazione di Scampia attraverso le voci dei suoi abitanti, intrecciando i temi dell’identità, dell’appartenenza e del diritto all’abitare.
Su questa scia si colloca il corso, che non si limita a trasmettere competenze tecniche, ma ambisce a costruire un vero e proprio laboratorio di cittadinanza attiva. I partecipanti, selezionati tra i 18 e i 35 anni, avranno accesso gratuito a un percorso formativo articolato in masterclass dedicate alla scrittura audiovisiva, alla regia, alla produzione, alla fotografia, fino agli ambiti della scenografia, dei costumi e del montaggio. Un itinerario che ricalca, con rigore quasi filologico, le tappe della filiera cinematografica, trasformando l’apprendimento in esperienza concreta.
L’elemento più rilevante, tuttavia, risiede nell’esito finale del percorso: la realizzazione di uno o più cortometraggi documentari che racconteranno un nuovo capitolo della storia del quartiere, nel contesto del progetto ReStart Scampia. In tal modo, il cinema si configura non solo come strumento espressivo, ma come dispositivo di narrazione collettiva, capace di incidere sulla percezione pubblica e sulla costruzione dell’immaginario.
Non è casuale che una realtà produttiva come Cattleya, già protagonista di opere che hanno ridefinito il racconto audiovisivo italiano, scelga di investire in un contesto come Scampia: la tendenza, ormai consolidata anche nella critica internazionale, è quella di riconoscere nelle periferie urbane non più margini, bensì epicentri di innovazione narrativa. In questo senso, ‘Nuovo Cinema 167’ si inserisce in una linea di intervento che vede nella formazione un motore di trasformazione sociale.
Le iscrizioni, aperte fino al 4 maggio 2026, segnano l’avvio di un processo che si preannuncia destinato a lasciare un’impronta duratura. Non soltanto un corso, dunque, ma un cantiere culturale in cui la grammatica del cinema si intreccia con le storie di chi abita quei luoghi, restituendo voce e prospettiva a una comunità troppo a lungo raccontata da altri. In questa prospettiva, Scampia si riappropria della propria immagine e la affida, finalmente, allo sguardo consapevole dei suoi stessi protagonisti.
