SERENA IANSITI in “Buonvino – Misteri a Villa Borghese”
Giovanni Buonvino è un poliziotto che, dopo una brillante carriera che lo ha portato al ruolo di vicequestore, ha commesso un grave errore che lo porta ad essere demansionato come commissario dell’inefficiente commissariato di Villa Borghese, a Roma. Qui dovrà far fede ai suoi valori di giustizia per riportare entusiasmo nei suoi sottoposti, soprattutto in Veronica Viganò, una sua ex collega che ritrova dopo anni mentre affronta un momento difficile della sua vita. Questo è “Buonvino – Misteri a Villa Borghese” di Milena Cocozza, la serie tv tratta dai romanzi del ciclo “Il commissario Buonvino” di Walter Veltroni prodotta da Palomar e Rai Fiction su Rai1. In un cast di alto livello, troviamo l’affascinante attrice SERENA IANSITI che ancora una volta non delude le aspettative.
Perché dire sì a questa fiction? Questa serie tv è arrivata all’improvviso esattamente un anno fa. Sin da subito ho trovato interessanti la storia, i personaggi e tutte le dinamiche che li legava. Ero molto contenta di essere diretta da una regista con la quale ancora non avevo lavorato ma della quale avevo molto sentito parlare. Era bello girare a Roma con un cast eccezionale.
Interpreti l’ispettrice Veronica Viganò, vice del commissario Buonvino. Come la descriveresti? Due anni fa, quando suo marito e collega Roberto è morto in un incidente, a Veronica è crollato il mondo addosso. Per provare a ricostruire la sua vita ha chiesto il trasferimento a Villa Borghese, un commissariato più tranquillo dove però ha mantenuto un ruolo operativo. La grande qualità di Veronica è saper ascoltare gli altri e porre le domande giuste agli interrogati. Con il suo modo di essere brioso e solare, Veronica riesce a legare con chiunque le stia accanto e, grazie all’arrivo di Buonvino a Villa Borghese, capirà di essere pronta a scrivere un nuovo capitolo della propria vita. E’ una donna concreta, dolce, diretta e indipendente.
Cosa lega Buonvino e Veronica? Hanno fatto l’accademia di polizia insieme. Entrambi hanno una buona capacità di ascolto, empatia, sensibilità e dolcezza. Entrambi non sono risolti e hanno una grosso peso da sopportare, ovvero un senso di fallimento.

Il tema della seconda possibilità è centrale, quanto è importante per il tuo personaggio sfruttare per qualsiasi motivo una prima chance e soprattutto, in caso di mancanza, avere la possibilità di recuperare? Molto. Non sempre si riesce a salire al primo treno, non è detto che ripassi, ma se capita non si può aspettare. Succede questo a Veronica. Quello che accade a lei può succedere a chiunque. Ognuno di noi ha avuto uno stop, una caduta o un momento in cui non riesce ad avanti; la vita però spesso ci sorprende, motivo per cui una rinascita non deve essere lasciata andare.
Altro tema è quello dell’ascolto. Per i protagonisti della serie tv? Fondamentale. L’ascolto va fatto nel profondo, per cercare noi stessi prima e gli altri poi. La persona che viene ascoltata, è vista e non viene lasciata indietro. Tutta la squadra che raccontiamo in tv è stata etichettata dal giudizio degli altri, sbagliando. L’ascolto è cambiamento.
Oggi cosa e chi dovremmo ascoltare di più? Corriamo troppo, indossiamo troppe maschere e per paura di soffrire usiamo troppe armature, il tutto rischia di ammalarci. Non ci ascoltiamo più. Dovremmo avere maggior cura di noi stessi e degli altri.
Cosa ti piacerebbe arrivasse al pubblico? La gentilezza, il garbo e l’atmosfera delicata della serie tv. L’ascolto è necessario.
Nuovi progetti? Makari 5 per la Rai e Alex Bravo per Mediaset.
