PIA ENGLEBERTH in “Un professore 3”: «E' una serie tv che piace grazie ad Alessandro D’Alatri»

«E’ una serie tv che piace grazie ad Alessandro D’Alatri» L’amatissima serie tv – coprodotta da Rai Fiction e Banijay, “Un professore 3” sta giungendo al termine e con lei tutti i personaggi e tutte le vicende che ci hanno accompagnato in queste. Per la 5ª B si sta avvicinando l’importante scoglio della maturità che aprirà ai ragazzi le porte per il futuro tra paure, scelte e desideri. In un cast capitanato da Alessandro Gassmann e Claudia Pandolfi, troviamo un’attrice di indiscutibile bravura, ovvero Pia Engleberth, ne ruolo di Virginia, la madre di Dante Balestra. Quella che vediamo sul piccolo schermo è un’interprete versatile, delicata e ironica, capace di risultare credibile tanto in scene comiche quanto in quelle più intense. Con lei abbiamo parlato della fiction di punta di Rai1 ma non solo.
Pia, partiamo dalla fiction. Stiamo per terminare la visione delle puntate di Un professore 3. Perché dire sì a una terza stagione? Sono molto affezionata al personaggio. Sono presente dalla prima stagione e devo dire Grazie al primo regista, ovvero Alessandro D’Alatri, per avermi scelto. In questa terza stagione, il nuovo regista ha deciso di tagliare molte scene in cui ero presente, la cosa dispiace molto perché sarebbe stato bello approfondire il discorso del laboratorio teatrale.
Tu sei Virginia, come la descriveresti? E’ una donna colta, molto ironica, vestita sempre di gran classe. E’ innamorata di se stessa e del teatro, è terrena e molto concreta. Fa sentire la sua presenza nel mondo, è molto lucida. E’ sempre venuto prima il suo lavoro e soltanto poi la sua famiglia.
E il suo Dado? Dante è il suo orgoglio, il suo figlio indipendente (anche di idee), filosofo, è fiera di lui. C’è un bellissimo rapporto con Alessandro Gassmann.
Possiamo dire che tutto è partito con la regia di Alessandro D’Alatri, scomparso troppo presto. Cosa custodirai di lui? E’ stato un regista e un uomo appassionato. Io lo conoscevo solo di fama ma poi, grazie a questa fiction, ha avuto l’onore e il piacere di essere diretta da lui. Facevano parte di lui la gentilezza, la bontà, l’intuizione e l’umanità. Il segreto del successo di questa serie tv è lui perché di fatto chi lo ha seguito dietro la macchina da presa non ha fatto altro che seguire il suo tracciato. Aveva uno sguardo su tutto con un forte calore umano. La sua era luce di qualità.
Anche tu, come il tuo personaggio, parti dal palcoscenico. Il teatro per te cos’è? E’ il centro della mia vita da sempre e lo sarà per sempre, ne sono come ipnotizzata. E’ la cosa più importante di tutto e tutti. La sua è stata una scoperta fondamentale e necessaria per la mia vita.
Hai fatto anche studi di filosofia prima di intraprendere il tuo percorso, hai un pensatore che più di altri senti vicino? Senza alcun dubbio, direi Galileo Galilei. E’ il genio che interrompe la corrente di pensiero di quel periodo storico, ha interrotto infatti il pensiero metafisico dimostrando quanto ricaviamo dall’esperienza. Avrei dovuto fare la tesi su di lui.

Hai fatto la scuola del Piccolo con Strehler, cosa ti ha insegnato? E’ stata una luce per me perché mi ha permesso di afferrare il teatro. Non ho conosciuto dei precedenti. Dalla pagina scritta sono arrivata a vederlo in scena. Mi ha insegnato a non limitarmi alla superficie, di andare oltre.
Essere attrice cosa significa per te? E’ la libertà di scegliere, sognare e pianificare. Mi permette di nutrirmi di tutto e di tutti. E’ una luce, vuol dire far parte del mondo con la possibilità di crescita personale e professionale.
Tanto cinema e tanta tv, quale sceglieresti tra i due? Il cinema è un bellissimo respiro. Mi piace sia il piccolo e sia il grande schermo ma il teatro è il vero ossigeno per la mia anima.
Nuovi progetti?Sono nel cast del film Breve storia d’amore di Ludovica Rampoldi. Usciranno due cortometraggi: In the box di Francesca Staasch e Fil Rouge di Giorgia Soi.
