MARGHERITA ARESTI in Un professore 3
In queste settimane stiamo vedendo su Rai 1 la terza stagione di Un professore, serie tv coprodotta da Rai Fiction e Banijay Studios Italy, diretta da Andrea Rebuzzi e con protagonisti Alessandro Gassmann e Claudia Pandolfi. In un cast ricchissimo e che rasenta la perfezione, troviamo anche Margherita Aresti (Ph. Nicholas Fols), una delle attrici emergenti più apprezzate in questi ultimi anni per intensità recitativa. Non l’abbiamo vista solo in questa amata serie tv ma anche in Parthenope di Paolo Sorrentino e in Noi siamo leggenda di Carmine Elia. Ne abbiamo parlato con lei.

Margherita, cosa ti ha portato ad accettare questa terza stagione di Un professore? Era interessante vedere come si sarebbe evoluto il mio personaggio. Era una modo per rendergli giustizia. Tornare sul set sarebbe stato come tornare in famiglia.
Tu sei Nina, ragazza madre che fa di tutto per non perdere la figlia Lilli e che è riuscita a fare breccia nel cuore di Manuel. Come ti sei avvicinata a lei? Lei è nata nella seconda stagione della fiction. E’ molto matura per la sua età, farebbe di tutto per il bene di sua figlia e farà di tutto per riprendersela. Posso solo immagine il dolore che possono provare una madre e una figlia che vengono separate contro la loro volontà. Ho diverse amiche che si sono ritrovate a vivere come Nina. Nella terza stagione è cresciuta e la sua vita è unicamente in funzione di Lilli che è il motore di tutto.
Come la descriveresti? E’ una donna ma è molto giovane. Vuole studiare, le piace leggere. E’ innamorata dell’amore e vorrebbe sentirsi amata in egual misura di come ama lei. Non ha una famiglia, anche se vive con la zia. Ha una grande forza d’animo e grinta da vendere. Per sua figlia è anche disposta a fare un passo indietro.
Perché Dante Balestra è così amato dai suoi studenti? Non si ferma all’apparenza, lui va avanti, vede oltre. Attraverso la filosofia, riesce a capire i suoi studenti e la sua materia entra nelle loro vite. Dante è una ricchezza, con semplicità arriva ovunque lasciando che i suoi alunni prendano le proprie decisioni. Li responsabilizza dando loro fiducia. Tra i filosofi, io amo molto Socrate; il suo “so di non sapere” dovremmo averlo ben in mente tutti.
Cosa ti piacerebbe arrivasse di questa terza stagione? E’ una serie tv che unisce permettendo un dialogo tra le persone.
Sei giovane ma già piuttosto conosciuta. Perché proprio la recitazione? Fin da piccola. All’asilo mi diedero il ruolo di cappuccetto rosso e mi piacque moltissimo; quell’emozione sul quel piccolo palco fu enorme. Ho sempre amato le materie artistiche. Da quel momento ho continuato fino ad arrivare dove sono ora.
Un’interpretazione che ti ha messo alla prova è stata quella nei panni di Vittoria in “Parthenope”. Cosa ha rappresentato per te essere diretta da Paolo Sorrentino?
Tantissimo. Sul set ho trovato tanta cura per ogni cosa. I grandi registi vedono oltre quello che c’è. Inizialmente ero molto preoccupata per questa scena con tre pose ma ce l’ho fatta.
Cosa ti ha lasciato Viola in “Noi siamo leggenda” di Carmine Elia? Mi ha messo alla prova, è molto distante da me: molto sicura di sé, fuori dagli schemi e incurante del giudizio altrui, quest’ultima qualità che ho cercato di far mia.
