MARCO BONINI in “Cuori 3”: « la parità di genere migliora la vita»

È il 1974: l’Italia sta cambiando profondamente tra innovazioni scientifiche, femminismo e nuove dinamiche sociali. Delia e Alberto sono ormai sposati intorno a loro tutto cambia. La rivoluzione scientifica e quella femminista sconvolgono anche Torino. Questo è Cuori, giunto alla sua terza stagione, prodotto da Rai Fiction e Aurora TV Banijay con la regia di Riccardo Donna che ci sta facendo compagnia in prima serata su Rai1. In cast consolidato troviamo MARCO BONINI (Ph Adolfo Franzò), attore preciso e intenso che il pubblico televisivo, e non solo, ben conosce.
Marco, partiamo dall’inizio. Questa è una terza stagione, perché dire sì? Il mio era un personaggio rimasto a metà, aveva ancora un arco di evoluzione da completare. L’abbiamo visto pian piano cambiare, senza rimanere fisso nelle sue posizioni.
E’ una serie tv molto amata. Il motivo, secondo te, è perché unisce pensiero e sentimento, scienza e umanità? Sicuramente è uno dei più importanti. L’arte non è qualcosa per pochi, bensì è un’esperienza condivisa, simbolica e che che parla a tutti. Con la nostra serie tv cerchiamo di unire l’irrazionale da ciò che non lo è.
Come abbiamo lasciato Ferruccio Bonomo nella precedente stagione? Nella prima, era piuttosto ossessivo e compulsivo nella conquista della donne, aveva pochi scrupoli. Nella seconda, capisce che deve fare una scelta. Era un maschilista seriale.
Adesso come lo ritroviamo? Cercherà di capire le conseguenze di quelle scelte, necessarie per lui per crescere come uomo. Cerca di assumersi delle responsabilità, costruendosi una famiglia, ma non ha gli strumenti idonei per riuscire a capirlo pienamente. Crede di fare moltissimo, ma in realtà non raggiunge nemmeno il minimo indispensabile.
La famiglia e il lavoro, come si coniugano? Ha molta difficoltà nel gestire il tempo e le risorse che ha a disposizione, ancora non riesce bene a farli camminare in maniera paritaria. Sicuramente ce la sta mettendo tutta ma ancora ha qualche difficoltà.
In questa terza stagione si affronta una tematica molto interessante, ovvero il confronto – scontro tra il femminismo e il maschilismo. Il tuo personaggio come si rapporta a ciò? Questa serie tv è anche un racconto sul rapporto uomo-donna. Il mio Ferruccio ha difficoltà nella realizzazione della misura di parità e la sua percezione maschilista è ancora un po’ lontana da questa parità. Deve ancora afferrare quali e quante siano le sue competenze, non incombenze.

E tu a riguardo? Sono un uomo nato negli anni settanta con un’impronta maschilista. Mi impegno costantemente a fare passi avanti e pian piano ho scoperto cosa sia la felicità, ne sono molto grato.
Cosa speri arrivi di questa terza stagione? Mi auguro arrivi un riconoscimento alle donne. Vorrei che gli uomini si accorgessero quanto la parità di genere sia un modo per migliorare la vita.
Nuovi progetti? Uscirà il mio libro Maschi si salvi chi può e il documentario Europa, una barca dove io e Clemente Pernarella raccontiamo il nostro viaggio in barca da Oslo a Ventotene.
