JACOPO DEI in “Uno sbirro in Appennino”: «Sono emozionato, è il mio primo ruolo importante»

Dopo aver risolto brillantemente un caso in modi non proprio ortodossi, il commissario Vasco Benassi viene trasferito nel suo paesino d’origine nell’appennino bolognese. Il trasferimento sarà l’occasione per affrontare dolorose ferite, recuperare vecchi rapporti e approfondirne di nuovi, mentre ritrova il contatto con le proprie radici. Questo e molto altro è “Uno sbirro in Appennino” di Renato De Maria, con una produzione firmata Picomedia in collaborazione con Rai Fiction, in onda su Rai1 dal 9 aprile. Nel cast troviamo un giovane JACOPO DEI, un talento che si sta facendo conoscere sempre di più al pubblico. Del suo presente e del suo futuro ne abbiamo parlato con lui.
Jacopo, perché hai deciso di dire sì a questa serie tv? Ho fatto la scuola d’Arte Cinematografica Gian Maria Volonté. Quando mi sono dato una possibilità a questo progetto televisivo stavo finendo l’ultimo anno all’accademia. Il primo provino aveva tante incognite mentre il secondo qualche certezza in più, nonostante fossimo ancora in due. L’esito positivo mi ha permesso di fare vita da set e anche di farmi conoscere, visto che questo sarebbe stato il mio primo ruolo importante. Potevo mettermi alla prova fino in fondo. Ho molta stima del regista.
Il protagonista indiscusso è Claudio Bisio. Com’è stato lavorare con lui sul set? E con Elisa De Eusanio? Purtroppo con Claudio ho avuto solo due scene: mi ha fatto sentire a mio agio e ho cercato di stare al suo passo. Con Elisa invece ho trascorso diverso tempo, facendo lei mia madre; è stata fantastica perché mi ha aiutato tantissimo umanamente.
Nella serie tv sei Macchio, che tipo di giovane è? E’ un giovane che rispecchia pienamente la sua generazione. Ha tante ansie, dettate dalla società in cui vive e le sfoga fumando. E’ preoccupato per l’università, la sua famiglia e per il lavoro della madre. Si pone troppe domande e gli vengono posti quesiti sbagliati
Figlio di Gaetana e Bruno. Com’è il rapporto con i genitori? Parlano due lingue diverse. Non sempre riescono a capirsi. Macchio vive in una bolla che di fatto è il paese in cui vive; sta bene vivendo lì ma soffre per le possibilità che quel luogo non potrà mai dargli.
E con Vasco Benassi? Non sono amici, ma si rivolge a lui per diversi consigli, anche amoroso. Si sente ascoltato senza essere giudicato.
C’è stato girare nell’appennino bolognese con epicentro a Castiglione dei Pepoli? Molto bello, tra l’Emilia, la Romagna e la Toscana. Ho trovato molta accoglienza, pace e tranquillità.
Questo è il tuo primo ruolo importante. Come ti senti? Sono emozionato. Spero di non fermarmi mai e di poter continuare questo mestiere.
Perché scegliere di fare proprio questo mestiere? Essere attore per te cosa vuol dire? Ho iniziato tardi e il tutto non era previsto. Sono stato incoraggiato da mio fratello più piccolo e ho tentato la strada della recitazione. Dopo un corso di sei mesi, mi hanno preso in accademia e da allora sto facendo tutto il possibile per alimentare questo percorso. Non so ancora cosa significhi essere attore, sto imparando tutto pian piano.
