IVAN CASTIGLIONE ne “La preside”: «E' una storia di forza e di resistenza»

Tutto nasce da una domanda semplice ma urgente: la scuola può davvero salvare una vita? È da qui che prende forma la serie tv La preside, una fiction che accende i riflettori su un tema profondamente civile, quello dell’istruzione come strumento di riscatto sociale. Il racconto prende ispirazione dalla storia autentica di Eugenia Carfora, la dirigente scolastica di Caivano che, con determinazione e passione, ha trasformato un istituto segnato dal degrado in un luogo di legalità e speranza. Prodotta da Bibi Film TV di Angelo Barbagallo e da Zocotoco di Luca Zingaretti, in collaborazione con Rai Fiction e con la partecipazione di Netflix, la serie tv in quattro puntate porta in scena la storia di una donna, convinta che la scuola sia l’unica via di salvezza possibile in un contesto difficile. In un cast ricco capitanato da Luisa Ranieri, troviamo un intenso IVAN CASTIGLIONE (Ph Mia Di Domenico), un attore onesto che il pubblico ha sempre stimato.
Partiamo dall’inizio, cosa ti ha portato a dire sì a questa serie tv? A dire la verità, non c’è stata molta scelta: quando a un attore capita di far parte di un progetto così importante, non può certamente dire di no. Ho afferrato subito questa bella occasione televisiva. Il mio sarebbe stato un ruolo molto interessante.
Qual è e quale dovrebbe essere il ruolo di una preside in una scuola? Posso dire che il ruolo di dirigente scolastico non è un ruolo da poco, anzi. Poter andare a scuola permettere agli uomini di domani di scegliere. Un preside ha un fortissimo senso di responsabilità perché con le sue decisioni si delinea il futuro di più generazioni e conseguentemente di un’intera nazione.
Sei cresciuto a Napoli, una bella città ma non semplice. Che rapporto avevi con la scuola? Sono sempre stato un bravo studente. Al terzo anno però del liceo scientifico, per ragioni che nemmeno oggi riesco a spiegarmi, a un certo punto non volevo più studiare. Ero uno studente normale: non andavo male, ma nemmeno benissimo. Però, mi era proprio passata la voglia. Mio padre, molto pragmatico, mi disse: ‘Fai come vuoi. O vieni a lavorare con me, oppure ti metto un insegnante privato, un professore che ti aiuti a riprendere il filo’. E io, non so ancora oggi perché, scelsi il professore: è stata una scelta istintiva. Questo insegnante era un latinista straordinario, uno dei pochi in Italia che traducevano direttamente dal latino al greco. Una cosa incredibile. Mi seguì per due o tre mesi, non di più, ma fu sufficiente a farmi innamorare di nuovo dello studio. Mi è scattato qualcosa. Ho riscoperto il piacere del sapere. Ho capito che anche quando sei in crisi, se trovi la persona giusta, puoi rimetterti in carreggiata.
Sei Franco Carli. Come lo descriveresti come uomo? E’ un grande uomo che sta accanto ad una grande donna. E’ carico di mezzi toni, con polso, non è mai stonato come presenza. E’ dolce e fermo e di una normalità straordinaria. E’ un uomo piuttosto forte che sta con una donna altrettanto forte.
E come marito e padre? E’ profondamente innamorato della moglie; sa dare e sa prendere con la sua personalità. E’ molto legato ai figli con i quali ha un rapporto molto stretto, riesce a parlare loro con il loro stesso linguaggio; li vive molto più della moglie.
Della storia vera di Eugenia Carfora cosa ti colpito di più? Ho visto il documentario disponibile su RaiPlay. Conoscendo bene le zone in cui Eugenia si muove, mi ha molto emozionato. Vediamo questa donna, una persona apparentemente semplice che con una specie di incoscienza si mette a fare cose che in fondo sono normali. Di fatto non fa altro che il suo dovere, ma farlo in un contesto di degrado, tra mille difficoltà, lo rende un atto quasi eroico. Questo a me ha suscitato un’enorme ammirazione.
L’istruzione può davvero salvare la vita? Certamente. La criminalità organizzata non si sconfigge con le pistole ma con i libri. Queste organizzazioni fanno leva sull’ignoranza, motivo per cui lo studio risulta essere uno strumento fondamentale per togliere i giovani dalla non legalità.
Cosa speri arriva della serie tv al pubblico? Quella che raccontiamo è una storia di forza e di resistenza. Mi auguro che l’esempio della Carfora possa essere seguito ovunque in Italia.
Nuovi progetti? Il film Mi batte il corazon e la serie tv Una famiglia imperfetta.
