GIANLUCA TAVARELLI, regista di “Guerrieri - La regola dell’equilibrio”: «Spero che cresca l'amore per la giustizia»

Guido Guerrieri è un avvocato brillante, in bilico tra successo e fragilità. Appassionato di boxe, nostalgico dell’amore perduto per la moglie Sara, dalla quale si sta separando, Guerrieri affronta con acume, sensibilità e abilità dialettiche i casi oggetto delle sue istrioniche difese dibattimentali: un cliente che emerge come un fantasma dal suo passato, la misteriosa sparizione della giovane Manuela, l’omicidio di una ricercatrice biologa e soprattutto la vicenda di un vecchio amico, il giudice Larocca, stimato magistrato accusato di corruzione. Ad affiancarlo in queste sfide; il fido Tancredi, abile ispettore di Polizia; Annapaola, ex giornalista di cronaca nera, ora audace investigatrice privata; Consuelo, efficiente praticante dello studio Guerrieri; il nuovo stagista Tony, distratto patologico ma imprevedibile e geniale. Questo e molto altro è Guerrieri – La regola dell’equilibrio, la nuova serie di Rai1 che porta la regia di Gianluca Tavarelli, il cui modo di raccontare è profondamente attento e sensibile. Prodotta da Rai Fiction, Combo International e Bartleby Film, la fiction vede protagonista indiscusso Alessandro Gassmann che veste i panni dell’avvocato della saga letteraria di Gianrico Carofiglio. Ne abbiamo parlato con il regista.
Gianluca, com’è nata l’idea di portare sul piccolo schermo questa serie tv? Come spesso accade in questi casi, si sono fatti avanti i produttori, acquisendo i diritti dei libri di Carofiglio. Non potevo certamente dire di no. Devo ammettere che questo scrittore l’ho conosciuto grazie alla mia compagna che è da sempre una sua grande fan. Mi piacciono molto i suoi libri, li contro pieni di vita e condivisibili.
Ci spieghi il titolo? Quella che raccontiamo è una storia che si sviluppa orizzontalmente per tutta la serie tv, anche se in ogni puntata c’è una storia diversa.
La fiction è tratta dai libri di Gianrico Carofiglio. Cosa contraddistingue la sua scrittura rispetto agli altri? La qualità. Mi permetto di dire che la sua è una scrittura superiore. Emerge una profondità dei personaggi, ricchi di empatia e di sentimenti, è facile rispecchiarsi in loro.
Oggi, secondo te, nei tempi in cui viviamo i veri guerrieri hanno un equilibrio? Assolutamente sì, ciò che contraddistingue un vero guerriero è proprio l’equilibrio, lo devono avere. Il protagonista della serie tv, il suo personaggio e anch’io hanno/abbiamo sempre praticato la box, uno sport nobile che richiede equilibrio, concertazione e precisione.
Ci racconti chi è Guido Guerrieri? E’ un avvocato penalista di Bari, un vero professionista del suo mestiere, umile, con tanti errori compiuti e diversi rimpianti. E’ un uomo solo che, come molti di noi, ha cucito addosso il male di vivere e molte notti insonni.
Ad interpretarlo hai scelto Alessandro Gassmann, perché proprio lui? Era perfetto per questa parte; ha fatto l’avvocato solo in teatro e mai sul piccolo schermo. E’ un ruolo adatto alla sua età, di grande statura morale e oratoria. Ha fatto davvero un lavoro straordinario.
Hai la qualità di portare il cinema in tv, in questo caso è stato difficile? In questo caso, ancora di più. La tv è sempre stata il mio cinema; oggi è molto difficile lavorare per il grande schermo. Per la tv invece ho molta più libertà. Da sempre sono con la mia solita troupe che di fatto sono tutti professionisti del cinema prestati alla televisione. Cerco di mettere tutta la passione possibile per le mie storie.
Cosa speri arrivi al pubblico della serie tv? Spero che cresca l’amore per la giustizia. Lo spettatore potrà entrare in un’aula di tribunale ed assistere quanto avviene. Mi auguro arrivi il lato umano dei personaggi e un po’ di sano intrattenimento.
Nuovi progetti? Stiamo già lavorando alla seconda stagione.
