FRANCESCO ZENGA ne "La Preside": «Le scorciatoie non aiutano mai»

In queste settimane stiamo vedendo su Rai1 La Preside – diretta da Luca Miniero e prodotta da Bibi Film TV insieme a Zocotoco e Rai Fiction, la nuova serie tv presentata in anteprima ad Alice nella Città, in coproduzione con la Festa del Cinema di Roma 2025. Al centro troviamo una dirigente scolastica appassionata e combattiva e la “sua” scuola, immersa in un contesto difficile, in cui ogni studente in classe è una conquista e un passo in avanti verso il riscatto educativo e sociale di un paese intero. Ci sono poi loro, i “suoi” ragazzi, con le loro storie complesse, le loro passioni, le loro canzoni, i loro problemi. Liberamente ispirata alla storia di Eugenia Carfora, la dirigente scolastica di Caivano divenuta simbolo di coraggio e determinazione nella lotta per il riscatto educativo e sociale, la serie tv racconta la missione di una donna visionaria e ostinata che, al suo primo incarico da preside, sceglie di guidare l’Istituto Anna Maria Ortese (Napoli), un luogo segnato dall’abbandono scolastico e circondato dal degrado, al centro di una delle piazze di spaccio più grandi d’Europa. In un cast strepitoso, troviamo un bravissimo FRANCESCO ZENGA, un giovane attore emergente del panorama televisivo italiano. E’ già noto al grande pubblico per il suo ruolo nella serie tv La Storia, adattamento televisivo del romanzo di Elsa Morante, in cui ha interpretato Nino, uno dei personaggi principali. Già in quell’occasione televisiva aveva dimostrato un’ottima capacità interpretativa, guadagnandosi l’attenzione di critica e pubblico pur essendo all’inizio della sua carriera. In questa nuova avventura in tv, è Nicola Russo, un giovane la cui storia si intreccia con la missione educativa e di riscatto portata avanti dalla protagonista. Ne abbiamo parlato con lui.
Francesco, partiamo dall’inizio. Ti ritroviamo su Rai 1, quale effetto ti fa ritrovare il pubblico televisivo? Dal 2022 ad oggi sono accadute molte cose, sia per il mio lavoro sia nella mia vita privata. Prima vivevo il mio essere attore come unicamente qualcosa di magico, senza avere una piena coscienza di quanto mi stava accadendo. Il centro sperimentale mi sta aiutando moltissimo nella disciplina e nell’avere una piena consapevolezza.
Ti ritroviamo dopo il tuo Nino ne “La storia”. Cosa ti ha lasciato quel personaggio? Mi ha fatto percepire la vita in maniera diversa. Ero sempre con il freno a mano tirato; Nino mi ha insegnato la leggerezza. Ho cercato di imparare le sue mille sfaccettature.
Ora ti ritroviamo ne “La preside”. Perché hai detto di sì a questa storia? Era una storia che doveva essere raccontata, quella di una preside che ha messo in gioco se stessa sfidando la criminalità organizzata per il bene dei giovani. Il mio personaggio inoltre aveva molto da dire. E’ stata un’ottima seconda occasione.
Perché sta piacendo così tanto al pubblico?Credo che emerga la bella sintonia che è stata creata sul set. Il nostro è un cast corale dove i veri protagonisti sono i ragazzi, personaggi ai quale il pubblico si è affezionato.
Tu sei Nicola Russo. Come lo descriveresti? E’ un giovane apparentemente sbagliato e con un destino profondamente segnato dalla sua famiglia. Non vuole andare a scuola e la sua vita è destinata alla strada. E’ molto fragile ma con tanta voglia di vivere. Ha solo 17 anni e deve ancora scoprire il mondo. Per lui c’è un prima e ci sarà un dopo.

Per lui, cosa rappresenta la famiglia? E’ tutta la sua esistenza. E’ una famiglia che ha il potere in mano, un potere tenuto insieme dalla sua forza.
E la scuola? L’arrivo della preside cambierà un po’ le sue sorti, in quanto andrà a sostituire la figura genitoriale. Ben presto comprenderà che la scuola sarà un importante rifugio per lui. Dovrà affrontare sfide, superare ostacoli e fare scelte molto importanti.
La scuola può salvare una vita? La vera forza è lo stare insieme, docenti e studenti.
Cosa speri arrivi al pubblico? Le scorciatoie non aiutano mai, il troppo facile è sbagliato. A volte è importante sbagliare per poter crescere.
