FRANCESCA LOZITO in “Cuori 3”: «Spero che le nuove energie siano un valore aggiunto»

In queste settimane stiamo vedendo la terza stagione di “Cuori” di Riccardo Donna, una fiction molto amata dal pubblico, prodotta da Rai Fiction e Aurora TV Banijay. Racconta la medicina e i sentimenti in un’Italia che cambia, proponendo non solo nuove scoperte scientifiche ma anche nuovi volti destinati a lasciare il segno. L’arrivo di personaggi inediti scuote gli equilibri del reparto delle Molinette e mette alla prova legami consolidati e convinzioni. Tra le new entry troviamo FRANCESCA LOZITO (Ph. Federico D’Onofrio, Mario Zanaria), una brava attrice con un fascino che non passa certo inosservato che il pubblico sta imparando a conoscere. La troviamo nel ruolo di Assunta Macis, un’infermiera navigata, con anni di esperienza alle spalle, è convinta di sapere sempre cosa sia giusto fare. Ne abbiamo parlato con lei.
Francesca, perchè dire si a “Cuori 3”? E’ una serie tv meravigliosa; parallelamente agli intrighi dei protagonisti, ci racconta un pezzo di storia di Torino (e dell’Italia) molto importante, soprattutto per i progressi nella medicina sperimentale. Inoltre la scenografia, il trucco e i costumi dell’epoca fanno la differenza, non potevo sperare in un esordio migliore.
Sei una new entry di una fiction molto seguita dal pubblico. Come ti sei trovata a far parte di un cast così affiatato? Mi sento molto fortunata, da subito sono stata accolta con amore da tutto il cast e dalla troupe, persone stupende. Non conoscevo nessuno e i primi giorni avevo paura che il caratterino di Assunta portasse i miei colleghi a pensare che fossi anch’io un po’ “spigolosa”. Tra un ciak e l’altro cercavo di sdrammatizzare il più possibile. Dopo invece ci ho preso gusto e mi sono divertita
tantissimo.

Per quali motivi, secondo te, è una fiction così amata? Oltre al fatto che ha un cast molto interessante ed eterogeneo, credo perché sia una serie curata, sotto tutti i punti di vista, dietro c’è un grande lavoro di squadra ed è sempre così, l’unione fa la forza.
Vesti i panni di Assunta Macis, come la descriveresti? Ha un carattere piuttosto complesso, ho cercato di non cadere nel cliché dell’infermiera antipatica, provando a evidenziarne le sfumature. È stato curioso scoprire che mi somigliasse più di quanto pensassi. E’ diretta, tagliente, fredda, un po’ acida, ma anche coraggiosa, altruista, con un grande cuore.
Per lei essere un’infermiera cosa significa? Prendersi cura degli altri in modo pragmatico, l’ospedale è il luogo in cui riesce a farlo meglio, mentre nella vita privata le viene un po’ più complicato.
La Torino di quegli anni come vengono vissuti da Assunta? Sono anni di grandi trasformazioni, ma ancora molto difficili per le donne. Infatti dovrà fare i conti con una serie di disagi che probabilmente non avrebbe vissuto se fosse stata un uomo.
Cosa speri arriva al pubblico di questa terza stagione? Ci sono tanti personaggi nuovi come me, spero tanto che queste nuove energie siano un valore aggiunto a una serie che già ha fatto innamorare tanti.
Tu e le recitazione: com’è nato questo legame? Essere attrice per te cosa significa? I miei parenti amano raccontarmi di come a tre anni già facessi gli spettacolini nel corridoio di casa, ora è il mio gioco preferito da sempre, non smetterei mai. Essere attrice è un gioco meraviglioso, un privilegio. Quando penso che la vita è una sola, mi sembra una fortuna poterne vivere altre, anche solo per un po’, ma significa anche prendersi la grande responsabilità di fare dell’arte. L’arte è cultura, sostegno, indagine, prendersi cura, un po’ come fa Assunta.
