FLAMINIA GRAZIADEI, regista di “A Year in London”: « L'amore è amore»
Olivia, una giovane e talentuosa stilista del Sud Italia con generazioni di sartoria nel sangue, arriva a Londra per studiare in una delle più prestigiose università di moda al mondo. In difficoltà nel trovare il proprio equilibrio in una città esigente e sconosciuta, trova guida e conforto nella sua mentore, Nina Clark, una designer affermata, nota per il suo impegno nella moda inclusiva e sostenibile. Quando le due donne sopravvivono a una rapina armata e violenta, il loro rapporto cambia in modi inaspettati. Ciò che nasce come un semplice percorso di mentorship si trasforma in un legame emotivo intenso, alimentato da un trauma condiviso, dalla passione creativa e da un’attrazione inespressa che nessuna delle due riesce a ignorare. Nina è determinata a proteggere i confini professionali, mentre Olivia lotta con sentimenti che non può più reprimere. Quando le circostanze costringono Olivia a tornare in Italia, la distanza e la paura rischiano di soffocare ciò che conta davvero. Il loro futuro dipende dalla capacità di affrontare le proprie insicurezze e trovare il coraggio di dire la verità su ciò che provano — per se stesse e l’una per l’altra. Questo è “A Year in London” dal 14 aprile al cinema per la regia di Flaminia Graziadei con la quale abbiamo fatto una piacevole conversazione.

Com’è nato questo film? Tutto è partito da un corto a Londra in cui cercavo di esplorare il tema dell’inclinazione sessuale, era una commedia con un finale sospeso. Negli anni ha cambiato pelle, la sua gestazione è stata piuttosto lunga. Ora finalmente è nato il film che è in sala. Questa storia mi sta particolarmente a cuore perché riunisce diverse fasi della mia vita insieme a quelle delle persone che ho incontrato nel corso degli anni. Abbiamo tutti vissuto momenti come quelli di Olivia, che intraprende un viaggio di scoperta e affermazione di sé. Allo stesso modo, siamo stati tutti Nina, che trova il vero amore in luoghi inaspettati, nonostante le differenze di età e di status sociale.
Ci spieghi questo titolo? Il titolo sarebbe stato un altro ma ho optato per questo per arrivare a più persone possibili, credo che A Year in London sia accessibile a tutti. Un anno è un tempo abbastanza lungo, a tal punto da stravolgere le vite delle protagoniste, un tempo intenso, ricco, con un prima e un dopo. Nel film desidero esplorare una relazione LGBTQ+, mettendo in luce le dinamiche di attrazione e respingimento che caratterizzano l’amore, proprio come in qualsiasi altro incontro romantico.
Come descriveresti Olivia? E’ coraggiosa e creativa; è una donna alla ricerca di sé, verso una parte di lei che forse conosceva ma che non voleva ammettere con se stessa. Al mondo ci sono tante giovani e non come lei.
E Nina? E’ affermata, piuttosto risolta e strutturata ma è come bloccata affettivamente, vista la sua precedente storia d’amore finita male. Riscopre di avere un romanticismo che pensava di non avere. E’ nella fase di approfondimento.
Come viene visto l’amore? E’ travolgente, è linfa vitale, vive di vita propria ed è impossibile opporsi. Cerco di normalizzare questo amore che di fatto è accessibile a tutti, superando sovrastrutture e pregiudizi.
Ai giorni nostri è così? C’è ancora molto lavoro da fare; non tutto il mondo è disponibile ad accettare l’amore omosessuale. In alcune nazioni, ancora non è possibile avere figli. In molti, sono ancora legati a un sistema patriarcale che ancora non è stato scardinato
Lo sfondo è Londra, la quarta protagonista del film. In quale chiave fa da cornice? E’ un flusso di vita continuo con enormi possibilità. E’ una città grandissima e, come tale, è offre infinite occasioni. E’ la mia patria artistica. In questa città, tutto è più semplice e possibile.
Cosa speri arrivi al pubblico? Le donne gay sono colorate, scelgono e hanno gli stessi diritti degli altri, anche se spesso vengono descritte come perdenti. L’amore è amore, indipendentemente dai gusti sessuali, è autentico.
Nuovi progetti? I film Winds of transition e Civilized animals e la serie tv Hanna’s tells.
