FILIPPO SCICCHITANO ne "La Buona Stella"

Un calciatore fallito, una poliziotta ribelle e una borsa rubata sulla scena di un crimine. Stella non è solo una poliziotta, ma una donna che si sforza di superare un amore perduto e il dolore della perdita di una persona cara. Il suo caso, che inizialmente sembra essere solo un’indagine di routine, diventa il pretesto per un viaggio interiore che sfida le sue convinzioni e il suo equilibrio. Simone, dal canto suo, è un uomo che ha perso la sua carriera nel calcio e lotta per riconquistare il rapporto con la sua ex moglie e la figlia. La sua vita prende una piega inaspettata quando trova una valigia piena di soldi insanguinati, un evento che lo getta in un turbine di eventi che mettono in discussione ogni sua scelta. Queste sono le storie che si incrociano in “La Buona Stella” la nuova serie tv in tre serate, diretta da Luca Brignone, coprodotta da Rai Fiction e Paypermoon, in onda da lunedì 13 aprile su Rai 1. Oltre a Miriam Dalmazio e Francesco Arca, troviamo FILIPPO SCICCHITANO, attore che il pubblico bene conosce, giovane ma molto amato per genuinità e bravura, questa volta in un ruolo forse tra i più difficili della sua carriera dimostrando di essere ancora una volta di essere all’altezza.
Cosa ti ha portato ad accettare questa fiction? Ho fatto diverse valutazioni prima di dire sì. La storia mi è sembrata fosse scritta molto bene e, leggendola, mi sono arrivate diverse emozioni. Credo che questo sia il ruolo più difficile che fino ad ora ho interpretato, un personaggio piuttosto fragile che andava approfondito; vista la complessità mi sono fatto seguire da un coach, ovvero Alessandro Prete.
Ci spieghi il titolo? Allude alla protagonista ma anche al percorso che ogni personaggio deve compiere con esserci ed esistere; ognuno dovrà compiere un suo percorso, una sua strada, un suo viaggio interiore.
Il viaggio non è solo geografico, da Roma alla Calabria, ma è una discesa dentro i drammi della vita. Ci spieghi meglio? Gran parte dei personaggi dovrà compiere un suo viaggio emotivo, un viaggio verticale, in profondità per capire se stesso. Il mio invece parte dal basso per poi tentare di risalire, alla ricerca di un riscatto che non riesce ad afferrare, lo intravede soltanto.
Tu sei Simone. Come lo descriveresti? Simone è un calciatore, uno che ha mancato l’occasione della vita di arrivare magari in serie A, pur essendo molto bravo, perché a causa di un infortunio si ritrova poi a giocare nelle categorie inferiori. Non vede più sua figlia, non riesce a vivere il proprio ruolo di padre e soffre molto per il fatto di non poterla vedere. Scopre di avere una massa al cervello, una notizia che lo travolge completamente e lo abbatte. E’ perplesso, disperato a tal punto di tentare il suicidio, senza sogni e si ritrova a vivere una situazione piuttosto drammatica. Trova casualmente del denaro in un bar dopo una rapina; lui è l’unico sopravvissuto e decide di portare quel denaro alla sua ex moglie. E’ un uomo insicuro, totalmente preda della vergogna e del senso di colpa. E’ di buon cuore ma non sa come dimostrarlo.

E’ un personaggio fragile ma anche coraggioso. Perché? E’ insicuro per il suo presente e ancor di più per il suo futuro. E’ un uomo non ancora risolto che si ritrova a vivere una fase della sua esistenza personale non così rosea. Lo vedremo però affrontare il tutto con coraggio, facendo un passo dopo l’altro, tutte le sfide; vuole rivedere sua figlia e farà di tutto.
Cos’è la rinascita per Simone? Riavere sua figlia e, in cuor suo, spera anche sua moglie che di fatto ama ancora ma ancor di più spera di ritrovare se stesso, avendo una maggiore stabilità emotiva.
Gioia e dolore convivono in questa fiction? Certamente, sono sempre insieme. La gioia la si raggiunge con più fatica e con non pochi sacrifici. Il dolore è sempre dietro l’angolo purtroppo. Credo che questa fiction, racconti molto di tutto questo. E’ una serie tv un po’ diversa dalle altre perchè, partendo da alcuni aspetti assurdi iniziali, racconta di esseri umani veri, come tutti noi. E’ stata una fiction complessa a livello emotivo, faticosa dal punto di vista anche fisico e mi auguro che arrivi tutto l’impegno che tutti abbiamo avuto.
