ELISA DI EUSANIO in "Uno sbirro in Appennino": « Vorrei che arrivasse l'umanità, ne abbiamo bisogno»

Il commissario Benassi da Bologna viene mandato in Appennino dove riprende contatto con le sue radici e crea nuove relazioni. La prima è con Nicole, solitaria quanto lui per via di un lavoro impegnativo. La seconda è con Amaranta, poliziotta 22enne a cui Benassi insegna il mestiere e con cui instaura un rapporto complesso: è la figlia che non ha mai avuto? È una giovane versione di sé stesso? Il loro rapporto maestro-allieva sconfinerà in una “genitorialità dell’anima” difficile da gestire. Questo e molto altro è “Uno sbirro in Appennino“, la nuova serie tv prodotta da Picomedia per Rai 1, diretta da Renato De Maria con protagonista Claudio Bisio. In un cast di tutto rispetto troviamo anche ELISA DI EUSANIO, un’attrice molto amata dal pubblico che in questi ultimi anni si fatta voler bene dal pubblico per la capacità che ha nel calarsi in ogni ruolo, pur mantenendo quella genuinità che la contraddistingue.
Elisa, cosa ti ha portato ad accettare questa sfida televisiva? Avevo una grande stima per il regista, mi è sempre piaciuto il suo modo di raccontare storie e la sua visione. Ho sempre avuto un debole per Claudio Bisio, anche se non l’avevo mai conosciuto. Il progetto, leggendolo, sembrava avere un’anima interessante e complessa.
In diverse occasioni, la Rai ha trasmesso serie TV di genere poliziesco. Questa cosa ha di diverso? C’è molta umanità dentro a questa fiction, c’è l’Italia intera. Il giallo prende tutta la trama, insieme alla commedia. I personaggi sono ben disegnati con tematiche molto intense. Troveremo una linea privata, soprattutto per il mio personaggio; una linea tra il personaggio di Vasco e di Amaranta; una linea sui giovani che di fatto è un vero e proprio spaccato dei nostri ragazzi e una linea che valorizza l’Appennino.
In questa serie tv affianchi Claudio Bisio, com’è stato? Ero molto curiosa di lavorarci insieme ed è stata una scoperta umana e professionale. Emerge la sua formazione teatrale e il suo continuo dinamismo, oltre che una grandissima simpatia. E’ stato bello vivere il tempo insieme a lui.
Com’è il commissario Benassi? E’ un uomo libero che non ama le convinzioni. E’ un bravissimo commissario, simpatico, professionale e nel privato meravigliosamente fragile.
Tu sei Gaetana Benassi. Come la descriveresti? E’ un’ispettrice. E’ la roccia della montagna. E’ ruvida, concreta, forte, efficiente e intuitiva. E’ letteralmente una frana con suo figlio, incapace di avere un dialogo con lui. Dietro a un modo di fare un po’ burbero, è molto simpatica.

Cosa la lega al commissario? Sono cugini di sangue e lavorano insieme. Sono come fratelli e tra loro c’è molto affetto.
Tra le tematiche affrontate troviamo la riscoperta delle proprie radici e la genitorialità. Quanto sono importanti nella fiction? Il tornare da dove tutto è cominciato non è sempre semplice ma è molto spesso indispensabile, anche se si possono riaprire ferite non ancora rimarginate del passato; emerge sempre un rapporto di amore e odio. Essere genitore non è facile; ci sono dinamiche non sempre lineari, perché c’è un’enorme distanza tra le due generazioni.
E nella vita di tutti i giorni? Sono temi che non hanno tempo e che esisteranno sempre, potranno cambiare le modalità ma non certamente il contenuto.
Cosa speri arrivi al pubblico? Mi piacerebbe si appassionasse e che arrivasse tanta umanità perché ne abbiamo bisogno.
Nuovi progetti? Mi trovate in Scuola di seduzione di Carlo Verdone su Paramount+, uscirà la quarta stagione di Doc e sto girando una nuova serie tv.
