EDOARDO CARBONARA in “Cuori 3”

In queste settimane stiamo vedendola terza stagione di Cuori – diretta da Riccardo Donna e prodotta da Rai Fiction e Aurora TV Banijay -, ambientata al Torino dei primi anni ’70, al reparto di cardiochirurgia delle Molinette. Il ritorno della serie tv in prima serata su Rai1 è stato premiato da pubblico e critica. Finalmente, dopo le turbolenze del passato, Delia Brunello e Alberto Ferraris si sono sposati, lavorano insieme e sognano di avere un figlio. La cardiologa ha anche l’ambizione di portare avanti il suo progetto di ricerca all’ospedale Molinette, ma La Rosa, il nuovo primario dal carattere inflessibile, non la sostiene e mette in atto una serie di cambiamenti. In sala operatoria operano solo Alberto e Fausto Alfieri. Helmut Becker diventa così un sottoposto, nonostante la sua riconosciuta professionalità. Ferraris cerca invano di sostenerlo. Virginia, figlia di Cesare Corvara, sposa Helmut. Arriva in corsia una ragazza misteriosa, Irma Monteu, una cantante che sembra avere a che fare con il passato di Ferraris. La donna porterà caos nella relazione tra Delia e il marito. Questo e molto altro accadrà in questa tanto attesa terza stagione. Tra i personaggi che sono entrati in questa fiction c’è Bruno La Rosa, figlio di Luciano, costretto a vivere nel polmone d’acciaio a causa della poliomielite. Ad interpretarlo troviamo un bravo EDOARDO CARBONARA con il quale abbiamo fatto una bella chiacchierata.
Sei giovanissimo e fai parte di una serie tv molto amata, come ti senti e come ti sei trovato sul set?Molto bene. Raffaella Antinucci ed io abbiamo iniziato prima del resto del cast. Il lavoro di scenografia è stato di grande maestria. Il regista Riccardo Donna mi ha insegnato ad applicare quanto ho appreso dai miei studi; è riuscito a gestirmi benissimo. I miei colleghi li ho scoperti pian piano e devo ammettere che sono stati molto gentili nei miei confronti.
Quale idea ti sei fatto di quegli anni? Sono molto lontano da quel periodo storico ma gli anni settanta mi hanno sempre affascinato. Il movimento studentesco, politico e quell’innovazione che ha portato un progresso umano e scientifico è stato un modo di tornare indietro nel tempo, scoprendo il passato.
Perché hai detto sì a Cuori 3? Soprattutto per il mio personaggio che racconta una storia dimenticata. Non avevano vita facile coloro che si ammalavano di poliomielite, con grande difficoltà rientravano nella società pienamente ,una volta guariti. Mi incuriosiva come si sarebbe comportato Bruno.

Tu sei Bruno La Rosa. Come lo descriveresti? E’ un ragazzo molto studioso, ama leggere di tutto. E’ un giovane che è cresciuto molto presto, nonostante presenti ancora tratti adolescenziali. E’ molto auto ironico. E’ un bravissimo ascoltatore. Ciò che gli manca è l’amore, vorrebbe essere guardato con normalità e senza compassione.
Come vede la professione medica? Stima moltissimo chi indossa il camice bianco, sempre pronto a mettere da parte se stesso per gli altri. Vorrebbe anche lui occuparsi degli altri, è una persona generosa.
E il suo rapporto con i genitori? Cosa cambia nella sua vita con l’arrivo di Elena? Vuole molto bene ai genitori, è sempre stato sostenuto da loro. Sua madre è dolcissima e suo padre fa di tutto per occuparsi di lui, nonostante le responsabilità che ha.
Cosa vorresti arrivasse della fiction al pubblico? Il grande senso di comunità che c’è in ospedale: i medici aiutano i pazienti ma si aiutano anche l’un con l’altro. L’ascolto è fondamentale.

Tu e la recitazione: com’è scoccata la scintilla? Da piccolo mi hanno portato in teatro e tutto è cominciato. Ho sempre visto tantissimi film, tutti quelli che potevo. Mi ha sempre incuriosito che gli attori potessero visitare le esistenze altrui. Essere un interprete vuol dire prendere le voci di qualcuno per poi riconsegnarle agli altri.
Essere attore per te cosa significa? Fare quello che sognavo da bambino, un mago che prende le parole e il pubblico ci crede.
