DARIO AITA in BATTIATO. IL LUNGO VIAGGIO: «le risposte le troviamo nel cammino della vita»

Nasce in Sicilia, tra il sole cocente, il mare e l’Etna. E’ un bambino curioso e affamato di vita, cresce legato in modo esclusivo alla madre Grazia e in conflitto con il padre, ma molto presto scopre l’amore per la musica. Negli anni Settanta si trasferisce a Milano per inseguire il sogno di diventare artista, immergendosi nella vivace scena culturale della città. Qui incontra Fleur Jaeggy, amica e musa, primo di una serie di incontri che segneranno la sua crescita artistica e spirituale. Dopo un esordio all’insegna della sperimentazione estrema, Battiato approda alla musica commerciale, scrivendo testi memorabili e lanciando cantanti iconiche come Alice e Giuni Russo. Parallelamente, attraversa una profonda crisi esistenziale che lo spinge a intraprendere un percorso interiore radicale, guidato dalla filosofia di Gurdjieff e da nuovi maestri. La consacrazione arriva con l’album La Voce del Padrone e con prestigiose collaborazioni, ma Battiato non smette mai di cercare qualcosa di più alto del successo. BATTIATO. IL LUNGO VIAGGIO di Renato De Maria è stato al cinema il 2, 3 e 4 febbraio e questa sera arriva su Rai1. E’ il racconto di un viaggio interiore, in cui la natura dell’artista, già incline alla spiritualità, si trasforma in una ricerca sempre più consapevole. Ad impersonare il maestro troviamo DARIO AITA (Ph. Piergiorgio Pirrone), un attore sempre più noto che qui si spoglia di tutto per impersonare in maniera totale il grande poeta – cantautore. Questa è sicuramente la performance che ha consacrato Aita, un interprete molto amato che, nonostante un successo sempre più crescente di questi ultimi anni, ha mantenuto la stessa genuinità, umiltà e nobiltà d’animo di sempre.
Dario, partiamo dall’inizio. Perché dire sì a questo film? In realtà ti direi: perché dire di no?! Avevo innumerevoli ragioni per dire di sì. Franco Battiato è un artista molto molto amato, almeno una volta nella vita ciascuno di noi ha ascoltato le sue canzoni. E’ un cantautore la cui vita privata è avvolta nell’ombra, motivo per cui le persone sono sempre state un po’ curiose. E’ un artista che ha attraversato cento vite con una spiritualità molto forte e questo per un attore è molto interessante da approfondire. La produttrice del film era molto amica di Battiato ed è stato bello portare avanti un film anche per un aspetto così intimo. Posso aggiungere che il regista già lo conoscevo ed era perfetto per intraprendere questo viaggio.
Prima di interpretarlo, tu conoscevi Battiato? Lo ascoltavi? Cosa ti piaceva di lui? Si, lo conoscevo, come molte persone al mondo. Lo ascoltavo ma non in maniera sufficiente. Ancora adesso, dopo il lungo viaggio – cinematografico e non solo – intrapreso, non è bastato per entrare nel suo meraviglioso mondo, forse non basterà mai.

Canti, suoni, ti spogli di te stesso per essere lui. Com’è stata la preparazione? Ho cercato di vestire al meglio i suoi panni, ho lasciato che entrasse in me e spero di esserci riuscito. C’è una parte misteriosa, un’energia, che è arrivata e mi ha permesso di intraprendere questo percorso, poi è subentrata una carica personale che mi ha portato ad assecondare quest’energia guida. Il lavoro non è stato facile, anzi, è stato complesso, duro e anche piuttosto ossessivo. Il merito della realizzazione di questo film va a tutta la squadra di lavoro, un attore può fare ben poco se l’entourage che gli ruota intorno non è all’altezza. Grazie davvero di cuore a chi ha creduto in me.
Prima la musica leggera, poi la sperimentazione, poi qualcosa di ancora diverso. Così amava suddividere la sua carriera. Ci spieghi meglio? Tutte le frasi citate nel film sono realmente di Battiato. Si percepisce nel pensiero appena citato che c’è un percorso di maturazione e di consapevolezza. Era infatti perfettamente preciso non solo sul cosa fare ma anche su come farlo. Nel momento in cui ha deciso cosa fare, l’ha fatto; voleva il successo e l’ha ottenuto. La sua musica è sempre andata di pari passo con la sua vita. Il periodo della giovinezza era quello della musica leggera, la sperimentazione era la ribellione per testare anche i propri limiti e quel qualcosa di diverso è il riuscire a trovare pace anche con il mondo esterno.

Per lui la musica cosa rappresentava? Penso che fosse un regalo e una sorta di salvezza, una via per indagare e cercare di affrontare se stesso. Solo successivamente sono arrivati il lavoro e il guadagno perché prima, per me, la musica era come un’ancora per aiutarsi.
Il Battiato e il suo forte legame con l’universo femminile. Qual era il suo rapporto con le donne? Lui ha avuto un’educazione in una comunità matriarcale che di fatto l’ha segnato per tutta la vita. Ha deciso di condividere il suo quotidiano con la madre con la quale aveva un legame piuttosto viscerale, un aspetto non comune per gran parte dei suoi colleghi. Il padre era quasi sempre assente. Nel film si raccontano bene l’amicizia con la scrittrice Fleur Jaeggy, il rapporto con Giuni Russo e la relazione con Noa; per lui erano legami indissolubili. Vedeva l’amore come qualcosa di faticoso e impossibile, lo vedeva legato in qualche modo con il divino. Non si è raccontata solo la relazione tra uomo e donna, ma l’incontro tra esseri umani.
Interpretando Battiato, cosa hai compreso dell’uomo e dell’artista? Mi è piaciuto molto indagare sull’aspetto ironico che aveva. Aveva la grande capacità di vivere bene il suo quotidiano, il suo riuscire a stare qui ed ora, provava godimento nella vita di ogni. Il voler riunire i suoi musicisti e i suoi amici ne sono due esempi lampanti.

E di te stesso attraverso di lui? Posso dirti che ho messo in discussione la mia sfera più spirituale e il far pace con il desiderio di successo.
Cosa ci unisce oggi a Franco Battiato? Il fil rouge che attraversa tutto il film e che Franco stesso si pone è “Chi sono io?”. Chissà se lui stesso si conosceva fino in fondo. Credo che sia fondamentale chiedercelo costantemente, ogni giorno, per capire meglio noi stessi e il mondo che ci circonda. Chi siamo noi oggi? Da dove veniamo? Dove stiamo andando?
Cosa speri arrivi del film al pubblico televisivo? Proprio quello che ho appena detto. Non dobbiamo smettere di porci domande, ma le risposte non sono a parole, bensì le troviamo dentro di noi nel cammino della vita.
Nuovi progetti? Mi vedrai in Memoriæ, la nuova serie tv che sarà poi visibile su RaiPlay.
