DANIELA SCATTOLIN in “Buonvino – Misteri a Villa Borghese”

La vita sembra dare a Giovanni Buonvino, da anni relegato a un incarico burocratico e noioso, una seconda possibilità: il comando di un commissariato. Peccato che sia quello di Villa Borghese, nel grande cuore di Roma, dove non accade mai nulla. O forse no. Questo e molto altro è “Buonvino – Misteri a Villa Borghese” di Milena Cocozza, la serie tv tratta dai romanzi del ciclo “Il commissario Buonvino” di Walter Veltroni prodotta da Palomar e Rai Fiction. Nel cast, troviamo DANIELA SCATTOLIN, un’attrice che si sta facendo sempre di più conoscere al pubblico televisivo.
Perché hai accettato questo progetto televisivo? Ho superato un provino e ne sono felicissima. La Rai, soprattutto in quest’ultimo periodo, sta mandando in onda prodotti televisivi molto freschi, trattando con la massima delicatezza alcune tematiche. Il mio era un personaggio molto interessante.
Se tu dovessi descrivere Giovanni Buonvino, come lo faresti? Comunemente si potrebbe definire un “yes man”, un essere umano tranquillo e gentile. E’ un capo che rispetta i suoi sottoposti. E’ disponibile e coraggioso nel seguire la strada della gentilezza, in un mondo – quello attuale – nel quale l’arroganza quasi sempre vince.
Tu sei Ginevra Robotti. Chi è? Ginevra Robotti arriva da Mestre e si è trasferita a Roma col desiderio di lavorare nell’ambito dei crimini finanziari. Laureata in Economia, proviene da una famiglia agiata ma vuole dimostrare al mondo e a sé stessa di potercela fare da sola, senza l’aiuto dei genitori. Ginevra è determinata, testarda e orgogliosa, ma anche fragile e sensibile; per questo a volte si sente scoraggiata dai pregiudizi contro cui deve combattere una ragazza italiana afrodiscendente come lei. In quei momenti, avrebbe bisogno di qualcuno accanto capace di ridarle la fiducia in sé. E forse quel qualcuno è più vicino di quanto immagini.
Cosa comporta l’arrivo di Buonvino in lei? Un’opportunità che non vuole lasciarsi scappare. Ha superato bandi e concorsi e, grazie a lui, passa all’operativo. Comincia a sentirsi apprezzata. Per lei c’è un prima perché è concentrata su se stessa, è sulle sue e non si lascia andare. C’è anche un durante perché con Daniele qualcosa cambierà.
Cosa significa per lei essere essere una ragazza italiana afrodiscendente? Vuol dire essere sotto la lente d’ingrandimento, cercare sempre di dimostrare di essere una persona per bene, di essere meritevole in ogni occasione. E’ una sorta di condizione di qualsiasi persona immigrata, ovvero il sentirsi sempre sotto il giudizio altrui.
Cosa vorresti arrivasse al pubblico della serie tv? Mi piacerebbe facesse riflettere e facesse comprendere di avere fiducia verso gli altri e verso noi stessi.
Nuovi progetti? Su Rai1 con L’ora di Arianna di Giuseppe Curti.
