BRUNELLA CACCIUNI ne “La preside”: «Esiste sempre una seconda possibilità»

Eugenia Liguori ha 47 anni, un entusiasmo travolgente e un’assoluta incapacità ad arrendersi. Per questo, al suo primo incarico come preside, sceglie l’Istituto Anna Maria Ortese (NA), ovvero l’inferno in terra. Posizionato al centro di una delle più grandi piazze di spaccio d’Europa, l’Ortese è tristemente famoso per l’assenteismo degli studenti e la totale mancanza di risorse ma quella che ad altri potrebbe sembrare una sfida impossibile, per Eugenia diventa una missione: “quando le cose sono così brutte, è facile immaginarsele più belle”. Per salvare i ragazzi, grazie al suo entusiasmo, Eugenia fa di testa sua mettendosi continuamente in pericolo. L’unico a condividere i suoi metodi è Vittorio, insegnante di italiano appena arrivato dal nord perché attratto dalla storia dell’Ortese. Questo e molto altro è LA PRESIDE, la nuova fiction di Rai 1 che vede protagonista Luisa Ranieri, prodotta da Bibi Film TV e Zocotoco, in collaborazione con Rai Fiction e Netflix, diretta da Luca Miniero. In un cast molto ricco, troviamo BRUNELLA CACCIUNI (Ph Marcello Merenda), una giovane promessa della recitazione, nelle vesti di Marita, una ragazza molto dolce, fragile, di famiglia umile ma onesta che le ha insegnato il valore del sacrificio e della responsabilità. Ne abbiamo parlato con lei.
Brunella, perché dire sì a questa serie tv? Ero molto contenta che si parlasse della provincia di Napoli; solitamente si parla spesso della città partenopea, questa volta sono andati oltre. E’ un posto molto particolare: non solo ci sono tanta criminalità e dispersione scolastica ma anche riscatto e speranza per il futuro.
La serie tv è ispirata alla storia Eugenia Carfora, la dirigente scolastica di Caivano divenuta simbolo di coraggio e determinazione. Tu l’hai mai conosciuta? Cosa rappresenta? Prima di questa fiction non la conoscevo personalmente, soltanto in seguito è avvenuto l’incontro. E’ una persona squisita, umile, coraggiosa ed empatica; è un’eroina moderna. E’ un punto di rifermento per i più giovani ma non solo perché ha rivoluzionato la visione della scuola, vista prima come un qualcosa di totalmente inutile.
La preside che raccontate in tv com’è? Esattamente come quella reale. Raccontiamo una donna coraggiosa, entusiasta e piuttosto visionaria. Luisa Ranieri è stata bravissima nel rivestirne i panni.
Tu sei Marita. Come la descriveresti? E’ una ragazza fragile, facilmente manipolabile, protagonista di una relazione tossica con un compagno che di fatto le impedisce di fare tutto ciò che fanno i suoi coetanei. E’ una ragazza che cerca di andare oltre ma inizialmente non ci riesce; non bisogna fargliene una colpa perché il tutto è dettato dal contesto sociale in cui è nata e cresciuta.
Qual è il rapporto tra lei ed Eugenia? Inizialmente c’è molta tensione tra le due, una tensione che pian piano si allenta grazie alla fiducia reciproca che si instaura tra le due. Marita accoglie la mano della preside.

È possibile salvare i ragazzi da un destino di criminalità e analfabetismo attraverso la scuola Anche quando non vogliono essere salvati? Credo di sì. I ragazzi che raccontiamo in tv sono giovani che non hanno sogni, perché troppo distratti da tutto il resto. La scuola deve far scoprire quanto ci può essere di diverso. I giovani devono sentirsi accolti, ascoltati e è fondamentale dare loro la fiducia.
Cosa ti piacerebbe arrivasse di questa fiction? Esiste sempre una seconda possibilità, l’importante è avere la fiducia di chi ci è vicino.
Tu e la recitazione: un legame che vorresti continuasse? E’ il sogno di quando ero bambina. “La preside” è il mio progetto più importante ma i precedenti mi hanno aiutato a formarmi.
