SERENA IANSITI ne Il commissario Ricciardi 3

In queste settimane su Rai1 stiamo vedendo “Il commissario Ricciardi”, giunto alla sua terza stagione, prodotto da Rai Fiction con Clemart, tra delitti, amori e una risata isterica che sembra voler dire molto. Omicidi e misteri sono sullo sfondo di un matrimonio che non arriva mai, tra il serio e il faceto, in una serie tratta dai romanzi di Maurizio de Giovanni. In un cast molto ricco, troviamo ancora una volta Serena Iansiti nel ruolo della cantante lirica Livia Lucani, vedova del tenore Vezzi, che ha conosciuto il commissario mentre indagava sull’omicidio del marito e si è trasferita a Napoli per lui, nel tentativo di conquistarlo. Elegante, bellissima, mondana, vive sotto ricatto di Falco, un esponente di spicco della polizia politica di stanza a Napoli. Ne abbiamo parlato con l’attrice.
Serena, perché continuare quest’avventura televisiva? I romanzi sono meravigliosi, la storia è bellissima. Non potevo dire di no alla mia controversa Livia. Non vedevo l’ora di tornare sul set.
Vesti ancora una volta i panni di Livia. Come l’abbiamo lasciata nella precedente stagione? E’ una novella spia. Instaura un rapporto con Manfred unicammente per poter salvare Ricciardi per quanto sta accadendo in ambito politico. La sua purtroppo è una parabola discendente.
Per lei il commissario Ricciardi cosa rappresenta? E’ sempre stato un uomo diverso dagli altri, colui che non nasconde il proprio dolore ma non lo dichiara. Ha sempre visto Livia come una vera donna. Lei, dal canto suo, si è sempre immedesimata in lui e ne è sempre rimasta molto affascinata.
Possiamo dire che in questa stagione Livia prova tanto dolore? Si, molto anche e avrà anche parecchia confusione dentro di sé, una confusione che le darà tormento. Le amicizie che aveva si sono allontanate, è oppressa da Falco, si è resa conto di aver speso troppo tempo per Ricciardi e le manca il figlio che non ha più.
Tra lei e il Maggiore Manfred è amore? Assolutamente no, il loro non è amore, non lo è mai stato. Posso dirti però che c’è molto affetto, un affetto fraterno che li lega. Lui si prende davvero molto cura di lei.
Anche Falco afferma di provare amore nei confronti di Livia, ma è un amore malsano secondo te? Certamente. Lui prova qualcosa per lei ma non riesce a manifestarlo, ci prova ma non ci riesce. Possiamo dire che Falco non ha mai avuto una famiglia, la sua unica casa è la politica, motivo per cui non sa cosa voglia dire amare.
Livia è un personaggio pieno di sfaccettature ma probabilmente la più evidente è consapevolezza di sé. E’ così? Perché? Livia è pienamente consapevole di se stessa. In questa terza stagione però la vedremo diversa, abbandonerà i suoi vezzi per ritrovarsi in un mondo non con poche difficoltà, un mondo che mai avrebbe pensato appartenerle.
La fiction è ambientata nell’epoca fascista. Tutti devono sottostare al regime, compresa Livia. Lei e la politica? Lei non è fascista ma ha avuto amicizie fasciste. Pensava di riuscire a gestire il partito in ascesa, ma si è sbagliata. E’ una cantante di alto livello, motivo per cui è piuttosto facile conoscere chi abbraccia questo credo politico. Ben presto capirà il fascismo e i suoi giochi di potere ma qualcosa le sfuggirà di mano.
Cosa speri arrivi al pubblico di questa terza stagione? E’ una stagione molto ricca con il completamento dell’evoluzione di ogni personaggio. E’ molto appassionante.
