Innovazione: parola inflazionata e abusata, guardata con sospetto o con interesse a seconda del settore dove viene applicata. La filiera vinicola raccoglie sostenitori e oppositori, entrambi i gruppi con motivazioni validissime. Ma anche i puristi seppur gradualmente cominciano ad interrogarsi sul futuro del vino. A delineare lo status quo e le prospettive a medio e lungo termine i relatori dell’incontro WINETECH: Il grappolo del futuro, martedì’ 11 marzo a partire dalle 18:30 presso Vecomp Soluzioni Informatiche a Verona. La serata offre un confronto tra la visione industriale grazie agli interventi di Albano Vason, General Manager di VASONGROUP e Silvia Allegrini, Member Board of Directors ed External Relations Director di Allegrini Wines a cui faranno seguito Giovanni Maranzano, Co-Founder di Bacan Wine Logistics, Stefano Meneghetti, Co-Founder & Project Manager di Cheers2Life | Cà Foscari Venezia e Matteo Soprani, CEO & Co-Founder di PROSPECTO per illustrare il punto di vista delle Startup. L’iniziativa fa parte del programma di Verona Agrifood Innovation Hub, il polo che ambisce a diffondere una cultura dell’innovazione del settore agroalimentare. Nato quasi due anni fa, con un protocollo d’intesa che annovera tra i partner anche la Fondazione Cariverona, intende diventare il principale centro per lo sviluppo dell’agrifood in Italia. Inglesismi a parte, è evidente l’obiettivo di tutelare la ricchezza della filiera agroalimentare nazionale confrontandosi però sulle problematiche specifiche del settore e soprattutto sulle potenzialità per rimanere competitivi sul mercato interno ma soprattutto internazionale. Si parte da un ricco programma di formazione rivolto a tutti, dai principianti ai più esperti, per sviluppare competenze tecniche, commerciali e anche comunicative. Utilissimi anche gli aggiornamenti sulle tendenze dell’Agrifood grazie ai report elaborati da Eatable Adventures, con approfondimenti su tematiche come la Open Innovation, approccio aziendale sempre più vincente alla luce dei costi sempre più alti dei processi di ricerca e sviluppo a fronte di cicli di vita dei prodotti sempre più brevi e lo sviluppo del Foodtech in Italia grazie proprio all’attività di startup votate all’applicazione di tecnologie digitali nel mondo agroalimentare.