Verona, Manara inaugura "Scrivere per amore"
Per Milo Manara festeggiare il suo ottantesimo compleanno ha un sapore dolce-amaro. Felice per il documentario che la regista Valentina Zanella gli ha dedicato, 31 ore di materiale raccolto sintetizzato in 140 minuti.

Ma nello stesso tempo, come non ha alcun problema ad ammettere, anzi a recriminare con la sua nota ironia, trovarsi in un corpo vecchio con una testa da giovane di venti, trent’anni, per l’artista di fumetti e non solo, “è proprio un’ingiustizia”. Il documentario, uscito in sala quest’anno, ci presenta un uomo curioso, avventuroso e contemporaneamente ben consapevole della capacità espressiva del tratto che una penna può lasciare su carta. Sullo schermo si alternano grandi personalità tra cui Federico Fellini, Hugo Pratt, Paolo Conte, Nicola Pivani, Frank Miller , che hanno stretto amicizie importanti con il “fumettaro” nato a Buson in provincia di Bolzano e diventato famoso e apprezzato in tutto il mondo. Milo Manara e l’erotismo: binomio indissolubile e traccia indelebile di quello che l’autore attraverso i suoi fumetti ha regalato alle donne e agli uomini: la libertà di vivere in maniera libera e con piacere il proprio corpo, senza cadere mai nella volgarità del porno. Attraverso le opere di Manara si attraversano i cambiamenti della società italiana negli ultimi 56 anni come precisa lo stesso artista intervenuto dopo la proiezione, accompagnato dalla regista Valentina Zanella. E se la politica non sembra, secondo il disegnatore, autore anche di sceneggiature, aver fatto particolari passi in avanti, nella società le trasformazioni sono significative: il rapporto femmina-maschio, i rapporti discenti e insegnanti, il modo di vedere e rapportarsi con l’autorità.
A fornire il materiale per il documentario il ricchissimo archivio Rai ma anche video, foto e ricordi dello stesso Manara, a cominciare dai viaggi in India come quasi obbligatorio per chi negli anni ’60 pensava, immaginava e voleva proporre un mondo diverso o almeno un modo altro di guardare fino a definire il sesso come atto politico e il disegno come linguaggio di libertà. Al centro i corpi femminili in situazione, in circostanze pubbliche dove si realizzano fantasie, a volte perversioni non immaginabili. L’importanza dei disegni di Manara non si esaurisce nell’erotismo: temi come l’incontro-scontro tra civiltà diverse, la strage di piazza Fontana, il percorso artistico, le difficoltà nell’inserimento lavorativo diventano quasi dei film su carta. La serata “Manara- Ancora innamoratissimo di questo dannato fumetto” per la proiezione del documentario, ha inaugurato ieri sera presso il Cinema Fiume di Verona la XXX edizione del Premio Letterario Internazionale “Scrivere per amore“, come lo definiscono gli organizzatori un “quasi festival sull’amore per i libri e i libri sull’amore“. Quattro giornate di incontri, letture e dialoghi tra scrittori, poeti e voci della cultura contemporanea. Stasera la libreria Pagina Dodici in Corte Sgarzerie ospita la poetessa Isabella Leardini, che presenta la sua ultima raccolta Maniere nere (Mondadori, 2025), dove le parole attivano emozioni contrastanti molto forti, grazie al meccanismo della sottrazione come quello della tecnica della “maniera nera” richiamato dal titolo. Domani gala di premiazione a partire dalle 18:30 presso l’hotel Due Torri. Presidente di giuria Milo Manara. Elena Rui con Vedove di Camus (L’orma editore), ritratto del genio attraverso le donne che lo amarono, Enrico Dal Buon con Il male maschio (La nave di Teseo), la storia di un anestesista e della sua caduta e rinascita dopo la morte della madre e l’incontro con la misteriosa Yaya e Claudia Valeriani con “Niente di serio ma vediamo” (Einaudi), la vicenda di Sara una donna in cerca di un senso nella vita: questi i tre scrittori finalisti.

Il “quasi festival” si conclude sabato con il reading “In pochi giorni ho vissuto un intero secolo” nella Biblioteca Civica. A partire dalle 11:30 il gruppo Ad Alta Voce del Circolo dei Lettori di Verona ridarà vita a struggenti storie d’amore attraverso le lettere di Cesare Pavese a Bianca Garufi, Dino Campana, Sibilla Aleramo, Henry Miller e Anaïs Nin. Alle 18:00 invece in Villa Brenzoni Bassani, a Sant’Ambrogio di Valpolicella, la scrittrice Monica Pareschi intratterrà il pubblico con le piccole cattiverie che commette quotidianamente chi ama o odia ritratte nei racconti di Inverness (Polidoro), raccolta selezionata nella cinquina finalista al Premio Campiello 2025.
In chiusura di serata brindisi con i vini della cantina Costa Arènte.
