Tumore di 30 centimetri nell’addome, intervento al limite a Palermo salvati aorta e vena cava. Una veduta esterna dell'ospedale La Maddalena
Una massa tumorale di circa 30 centimetri, nascosta nell’addome e a stretto contatto con i due principali vasi sanguigni della regione, aorta e vena cava inferiore. È stata questa la sfida affrontata dall’équipe del Dipartimento Oncologico di III livello “La Maddalena” di Palermo, protagonista di un complesso intervento chirurgico su un paziente di 54 anni. La neoplasia, delle dimensioni di 30x20x19 centimetri, era stata scoperta casualmente durante gli accertamenti eseguiti per quello che sembrava essere il sospetto di una recidiva di ernia inguinale. La TC addominale ha invece rivelato una situazione molto più grave. Il tumore occupava gran parte dell’addome, dislocando organi importanti come fegato, rene destro, colon, pancreas e duodeno, e si spingeva fino al canale inguinale. Ma l’aspetto che rendeva particolarmente delicato l’intervento era soprattutto il rapporto della massa con aorta addominale e vena cava inferiore, che risultavano coinvolte per un lungo tratto. La diagnosi è arrivata dopo una biopsia eseguita dal dottor Salvatore Serraino, del team di Radiologia Interventistica guidato dal dottor Alessandro Schiavello. L’esame istopatologico, condotto dal Servizio di Anatomia Patologica diretto dalla dottoressa Elena Roz, ha confermato la natura della massa: si trattava di un liposarcoma dedifferenziato, una forma rara e particolarmente aggressiva di tumore dei tessuti molli. Il caso è stato quindi affrontato all’interno del Gruppo Oncologico Multidisciplinare, in collaborazione con la Rete Oncologica Siciliana. Per la gestione dei sarcomi e dei tumori rari, il riferimento regionale è il professor Giuseppe Badalamenti del Policlinico di Palermo.

L’operazione, durata circa cinque ore, è stata condotta dal dottor Lucio Mandalà, responsabile della Chirurgia Epatobiliare, affiancato dalla dottoressa Maria Cristina Saffioti. Per garantire la radicalità oncologica è stato necessario procedere con un approccio chirurgico “compartimentale”, rimuovendo in blocco la massa insieme alle strutture interessate: rene e surrene destri, muscolo psoas destro, colon destro e testicolo omolaterale. L’équipe ha dovuto separare la massa dall’aorta e dalla vena cava inferiore, lavorando con estrema precisione lungo i piani avventiziali. Un passaggio chirurgico ad alto rischio che, nonostante la difficoltà, si è concluso con la conservazione dei due grandi vasi, rimasti strutturalmente integri. Il decorso postoperatorio è stato particolarmente positivo. L’applicazione del protocollo ERAS, finalizzato a favorire un recupero rapido dopo la chirurgia, insieme alla fisioterapia precoce, ha consentito al paziente di recuperare rapidamente. Non si sono registrate complicanze e il paziente è stato dimesso in settima giornata. La successiva TC, eseguita a un mese dall’intervento, ha confermato l’assenza di immagini riconducibili a residuo o recidiva della malattia. I sarcomi dei tessuti molli rappresentano circa l’1% delle neoplasie maligne dell’adulto. In Italia si stimano ogni anno circa 2.200-2.300 nuove diagnosi. I sarcomi retroperitoneali sono ancora più rari e costituiscono circa il 13-15% dei sarcomi dei tessuti molli. A rendere ulteriormente complessa la gestione di queste patologie è la grande varietà istologica: sono oltre 80 i sottotipi di sarcoma riconosciuti. Una frammentazione che rende fondamentale la presa in carico in centri con esperienza specifica, dove diagnosi, chirurgia, oncologia, radiologia e anatomia patologica possono lavorare in maniera integrata. La possibilità di effettuare a Palermo un intervento di chirurgia oncologica così complesso viene indicata dalla struttura come un esempio concreto di contrasto alla mobilità sanitaria passiva, ovvero agli spostamenti dei pazienti verso altre regioni per ricevere cure specialistiche. Secondo i dati citati da AGENAS e dalla onlus “A Casa Lontani da Casa”, sarebbero oltre 32.000 i pazienti siciliani che ogni anno lasciano l’Isola per curarsi, con un saldo passivo per le casse regionali stimato tra 241 e 246 milioni di euro. “Per il dottor Mandalà, il risultato va oltre il singolo intervento: – permettere a un paziente di affrontare una chirurgia di frontiera e le successive cure restando a Palermo circondato dall’affetto dei propri cari, è la nostra vittoria più grande”. Dietro il risultato c’è il lavoro coordinato di una vera e propria équipe multidisciplinare. Dalla Radiologia Diagnostica e Interventistica, impegnata nella mappatura vascolare e nella biopsia, all’Anatomia Patologica, decisiva per la diagnosi del raro tumore. E ancora l’équipe anestesiologica, fondamentale nella gestione di una procedura ad alto rischio, insieme a infermieri, personale di reparto e fisioterapisti. Un percorso complesso che, in questo caso, ha portato a un risultato particolarmente significativo: un tumore di enormi dimensioni è stato rimosso preservando i principali vasi addominali e consentendo al paziente di tornare a casa dopo appena una settimana.
