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A Treviso la pace si traduce in immagini, suoni e visioni. Dal 13 settembre 2025 Phantasmagoria Pacis anima gli spazi del Museo Nazionale Collezione Salce – sede di Santa Margherita – con un itinerario che non si limita a ricordare, ma invita a immaginare e costruire il futuro. Un dialogo tra memoria ed estetica, responsabilità e speranza, per ritrovare insieme il respiro di un impegno possibile.
L’idea che anima la mostra è semplice ma potente: non più pace come mera assenza di guerra, ma come presenza attiva — ricostruzione, dialogo, visione condivisa. Il progetto nasce da un piccolo oggetto simbolico: un francobollo emesso in occasione dei 25 anni della Fondazione Venezia per la Ricerca sulla Pace, diventato punto di partenza per un viaggio collettivo.
Il racconto della pace, curato da Elisabetta Pasqualin, si snoda attraverso quattro nuclei tematici: Simboli universali della pace: colombe, mani unite, luce. Gioventù come forza di cambiamento: i giovani come protagonisti di trasformazione. La stampa come strumento militante: manifesti e grafiche del secondo dopoguerra. Fede e donne: la fede come veicolo di riconciliazione; le donne come tessitrici di relazioni e portatrici di visioni durature.
Accanto a oltre 50 manifesti storici della Collezione Salce, le opere contemporanee di Tobia Ravà e Abdallah Khaled dialogano con le animazioni digitali di Damiano Fasso, che rielabora i manifesti d’epoca con linguaggi del presente. Il percorso va dalla polifonia di Bach, simbolo di convivenza armoniosa, alla fragile ma potente Venezia, emblema di rinascita e resistenza.
Damiano Fasso, con le sue opere digitali, afferma di lavorare sul presente e sull’incertezza, intrecciando memorie e sfide contemporanee. Le sue animazioni sono un invito a non dimenticare, ma anche a reinventare i linguaggi della speranza.
Antonio Silvio Calò, presidente della Fondazione Venezia per la Ricerca sulla Pace, sottolinea: “Non partiamo da ciò che divide o distrugge, ma da ciò che costruisce. La pace non è un tema astratto, ma un impegno concreto che deve diventare patrimonio comune”.
Phantasmagoria Pacis è solo l’inizio: Calò immagina che questo percorso conduca a Venezia, settembre 2026, con la presenza dei 42 Nobel per la Pace viventi, insieme al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e a Papa Leone XIV, ai quali sarà donato il francobollo che ha ispirato l’iniziativa.
Intanto, l’opera digitale Phantasmagoria Pacis viene esposta anche al Future Museum di Maastricht, dove sarà visibile fino al 30 settembre, portando il messaggio oltre confine.
In un tempo segnato da conflitti e divisioni, questa mostra è un invito a riscoprire l’armonia possibile. Un lungo viaggio di pace attraverso immagini di ieri e di oggi ci ricorda che il linguaggio, se pur diverso nelle forme, resta identico nella sostanza: la speranza. Quella che era ieri, è oggi e dovrà essere domani.
La mostra resterà aperta fino al 9 novembre 2025 e sarà visitabile il venerdì, sabato e domenica dalle 10:00 alle 18:00 (ultimo ingresso ore 17:30)
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