Stefano la web app per l’inclusione e l’integrazione
Un progetto pionieristico, unico in Italia, mette l’intelligenza artificiale al servizio della scuola per favorire integrazione e inclusione. È stato presentato a Treviso “Stefano”, una web app no profit che promette di rendere la didattica più accessibile per tutti gli studenti, in particolare quelli con disabilità, bisogni educativi speciali o di origine straniera.
Dietro l’idea c’è Copilots S.r.l., con il supporto del Comune di Treviso, dell’associazione Verso la Luce ETS e di ENIA. Il nome “Stefano” è un omaggio a Stefano Pasqualin, scomparso prematuramente, socio e amico di Emanuele Marchiori, fondatore di Copilots.
L’app utilizza l’intelligenza artificiale per adattare in tempo reale i materiali didattici: può semplificare testi complessi, tradurli in altre lingue, creare mappe concettuali, riassunti, immagini e contenuti audio personalizzati. Uno strumento pensato per aiutare ogni studente a imparare secondo i propri ritmi e le proprie capacità, riducendo le barriere e valorizzando le differenze.
La sperimentazione partirà all’Istituto Comprensivo 5 “Luigi Coletti” di Treviso, diretto dalla dirigente Angela Ferraro, una scuola che accoglie un alto numero di alunni con esigenze educative specifiche. L’istituto applicherà la sperimentazione a due gruppi di studenti delle medie: l’uno formato da 13 stranieri neoarrivati (livello zero d’italiano), provenienti da Nord e Centro Africa, Est Europa e Sud Est asiatico; l’altro con 10 scolari Bes (Bisogni educativi speciali), fra disturbo dell’attenzione, disgrafia, dislessia, autismo. Il progetto troverà spazio per un paio di ore di lezione al giorno, i ragazzi saranno dotati di computer: l’app garantisce la traduzione in tempo reale della spiegazione dell’insegnante nella lingua madre dell’alunno (e la semplificazione delle frasi per gli studenti Bes); è prevista la registrazione vocale della lezione e la creazione di mappe concettuali, consentendo così allo studente di ripassare a casa (tramite un link) i concetti espressi dalla docente.
“È un progetto a cui teniamo molto – hanno spiegato i promotori – perché dimostra come la tecnologia possa diventare uno strumento di uguaglianza, non di esclusione. Treviso si conferma così un laboratorio nazionale di innovazione, efficienza e inclusione, dove istituzioni, scuola e terzo settore lavorano insieme per costruire una comunità più attenta e solidale.”
