Tre vicoli diventano un omaggio ai maestri della cucina: Napoli riscrive la sua mappa gastronomica

Di Mario Conforto
Nel cuore pulsante dei Quartieri Spagnoli, Napoli ha celebrato questa mattina un rito civile dal profondo valore simbolico: tre stretti vicoli di Montecalvario porteranno da oggi i nomi di Antonio Latini, Vincenzo Corrado e Ippolito Cavalcanti, cuochi-letterati che fra Seicento e Ottocento hanno forgiato l’identità gastronomica partenopea e diffuso, attraverso libri pionieristici, un sapere culinario destinato a superare i confini del loro tempo. La cerimonia di intitolazione, animata dalla presenza della vice sindaca Laura Lieto, dell’assessora al Turismo Teresa Armato e del consigliere comunale Toti Lange, ha restituito alla città un frammento della sua storia più autentica, intrecciando memoria, cultura e territorio.
I tre protagonisti, veri architetti del gusto mediterraneo, non furono soltanto abili interpreti dei fornelli: furono eruditi capaci di trasformare l’arte del cucinare in un linguaggio, un patrimonio scritto, un racconto della vita quotidiana. L’evento ha offerto l’occasione per presentare, negli spazi della Casa della Cultura di Palazzo Cavalcanti, la pubblicazione celebrativa ‘I cuochi letterati, per la gloria della cucina napoletana’, curata dall’Accademia Partenopea del Baccalà insieme a Salvatore Lange Consiglio.
«È un riconoscimento alla storia di una cultura straordinaria – ha osservato la vice sindaca Lieto – che non riguarda solo ciò che portiamo a tavola, ma l’insieme delle nostre relazioni, degli affetti, della salute e del modo stesso in cui viviamo la città. Intitolare tre strade a cuochi che furono anche intellettuali significa rendere omaggio a una vicenda lunga e feconda, uno dei motivi per cui Napoli è celebrata ovunque». La riflessione sottolinea come la tradizione gastronomica non sia un semplice repertorio di sapori, ma una trama identitaria che continua a narrare la comunità.
Sulla stessa scia si è espressa l’assessora Armato, rimarcando la forza culturale ed economica della cucina partenopea: «Queste targhe ricordano a cittadini e visitatori che la nostra gastronomia è una cultura viva: un’arte che unisce le famiglie, un gesto d’amore, ma anche un potente motore turistico. La città cresce grazie ai ristoranti e ai suoi cuochi, che innovano senza tradire l’essenza dei sapori antichi. Proteggeremo questa eredità, perché la cucina napoletana è identità, bellezza e memoria collettiva».
A evidenziare la scelta dei Quartieri Spagnoli come luogo simbolico è stato infine il consigliere Lange, promotore dell’iniziativa: «Abbiamo voluto dedicare queste strade a Corrado, Latini e Cavalcanti perché qui, dove ogni giorno arrivano visitatori da tutto il mondo per gustare la nostra tradizione, la cucina diventa la porta d’ingresso privilegiata alla cultura napoletana. Un piatto racconta storie, ricchezze e unicità che nessun’altra arte riesce a condensare».
Con l’intitolazione dei tre vicoli, Napoli non aggiunge soltanto nuovi nomi alla propria toponomastica: restituisce dignità a tre figure che hanno contribuito a edificare un patrimonio gastronomico riconosciuto a livello internazionale, ribadendo ancora una volta come il cibo, nelle sue forme più nobili, sia cultura, memoria e visione del mondo.
