Sant’Ilario di Atella (PZ) Il David di Donatello, reinterpretato attraverso la particolare tecnica dell’arte arundiana

Nel borgo lucano si è rinnovato l’appuntamento con “Aspettando Siringa”, giunto alla 12ª edizione. Protagonista l’arte arundiana del maestro Franco Zaccagnino, che quest’anno ha presentato al pubblico una nuova opera dedicata al David di Donatello.
SANT’ILARIO DI ATELLA – Per una sera il borgo di Sant’Ilario di Atella si è trasformato in un palcoscenico a cielo aperto, tra luci, musica, antiche abitazioni in pietra e opere d’arte. Lunedì 10 agosto è tornato “Aspettando Siringa”, l’evento artistico-culturale ideato dal maestro Franco Zaccagnino e giunto alla sua dodicesima edizione.
Al centro della manifestazione c’è Siringa, la ninfa della mitologia greca che, secondo il mito, venne trasformata in una canna dal dio Pan. Una figura che nel percorso artistico di Zaccagnino è diventata simbolo dell’ispirazione e del legame tra la natura della Basilicata e la creatività.
Da questo rapporto nasce l’arte arundiana, originale corrente artistica fondata sulla scultura e sulla modellazione della canna mediterranea, l’Arundo donax. Un materiale naturale che nelle mani dell’artista cambia forma e significato, trasformandosi in figure, personaggi e opere capaci di raccontare storie e suggestioni.
Nel corso degli anni, le opere realizzate dal maestro Zaccagnino hanno costruito un vero e proprio percorso artistico che trova casa nel Museo di arte arundiana di Sant’Ilario. Tra le opere già realizzate e presentate nel corso delle precedenti edizioni ci sono anche lavori ispirati a personaggi e figure della cultura e dell’arte, come Turandot, Penelope, Regina di Cuori, che testimoniano l’evoluzione della ricerca dell’artista.

Ogni 10 agosto questo percorso si rinnova con una nuova creazione. Anche quest’anno la tradizione è stata rispettata e durante la dodicesima edizione è stata presentata al pubblico una nuova opera: il David di Donatello, reinterpretato attraverso la particolare tecnica dell’arte arundiana.
La nuova scultura entra così a far parte di una collezione che, anno dopo anno, si arricchisce di opere realizzate interamente attraverso la lavorazione della canna mediterranea, trasformando Sant’Ilario di Atella in un luogo unico per conoscere e approfondire questa originale forma d’arte.
L’edizione 2026 è stata accompagnata dal tema “Sarà la bellezza a salvare il mondo?”, una domanda che si lega perfettamente alla filosofia della manifestazione e alla volontà di utilizzare l’arte come strumento per valorizzare il territorio, la natura e la cultura.
“Aspettando Siringa” è così molto più di un appuntamento annuale. È un percorso che nel corso di dodici edizioni ha costruito un legame sempre più forte tra il borgo, il mito di Siringa, la natura e l’arte di Franco Zaccagnino.
E mentre il personaggio mitologico continua simbolicamente a emergere dalle acque del torrente per incontrare il pubblico, una nuova opera rimane a Sant’Ilario a testimoniare questa storia: quest’anno è il David di Donatello, nuova tappa di un percorso artistico che continua a trasformare la semplice canna mediterranea in materia di bellezza.

Per conoscere più da vicino il percorso artistico del maestro Zaccagnino e visitare virtualmente il Museo di arte arundiana, è possibile scoprire le opere realizzate nel corso degli anni sul sito ufficiale www.francozaccagnino.net. Un viaggio attraverso sculture, personaggi e forme nate dalla lavorazione dell’Arundo donax, per conoscere una particolare espressione artistica profondamente legata alla Basilicata.
